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Ce.U.B, i sindacati: "La vergogna del cda che licenzia i lavoratori"

I sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil attaccano il Centro Universitario di Bertinoro: "Otto le persone interessate alla procedura su 16"

“Siamo stati informati dall’amministratore delegato di Ce.U.B dell’apertura della procedura di mobilità per far fronte alle necessità di recuperare risorse per una società che paga ancora gli errori del passato”. I sindacati Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil attaccano il Centro Universitario di Bertinoro: “Otto le persone interessate alla procedura su 16, quando è stata richiesta cassa integrazione per poche ore e per non più di 3 mesi nel 2012, e quando nel 2013 non si è ricorso all’ammortizzatore sociale e si è riusciti a sopperire ai flussi degli arrivi e al calo legato alla crisi del mercato interno, con “banca delle ore” e recepimento di lavoro estero con corsi finanziati dal Ministero”.

“Riteniamo vergognoso – sottolineano i sindacati - che a fronte di quanto sopra, con una previsione di arrivi per il 2014 che poca dista dagli anni precedente e con la piena e sempre dimostrata disponibilità del sindacato a trovare accordi di flessibilità per un sempre più puntuale utilizzo delle risorse, l’amministratore delegato, a quanto pare a nome dei soci di Ce.u.B, non rispetti quanto previsto dall’accordo siglato in regione Emilia Romagna tra gli stessi enti locali, associazioni, sindacati e Regione, nel quale si evita il ricorso ai licenziamenti e si utilizzano gli ammortizzatori sociali per affrontare la crisi”.

“Ce.U.B ha più di 15 dipendenti, pertanto può far fronte al calo di attività tramite il contratto di solidarietà  - spiegano Cgil, Cisl e Uil - e può utilizzare la banca delle ore quale strumento per far fronte ai picchi di stagionalità, per tali ragioni riteniamo che dietro questa forzatura ci sia altro, scaricando i costi della mal gestione sui lavoratori, e l’evidente volontà di sottodimensionare la struttura, lasciando i lavoratori senza più alcuna tutela e trasformandola da un’attività che lavora 10/11 mesi all’anno ad un’attività prettamente estiva. Di chi sono le vere responsabilità, chi in questi anni ha guadagnato e oggi scarica il costo sui lavoratori? Su questo i dipendenti vogliono vederci chiaro e non sono disponibili a mollare contando di esperienza e professionalità tale da far si che Ce.U.B sia considerata anche fuori dall’Italia un’eccellenza e una risorsa indispensabile per il territorio e per Alma Mater”.

“Per questo chiediamo ai soci, che sono, anche come istituzioni, parte del patto per attraversare la crisi e garanzia della tenuta occupazionale, il ritiro della procedura e l’apertura di un tavolo che snoccioli i problemi reali della gestione del Centro e ci permetta di trovare tutte le soluzioni possibili per la salvaguardia dei dipendenti e della qualità del centro stesso.
A sostegno di questo i lavoratori hanno proclamato oggi, con decisione unanime dell’assemblea, lo sciopero per l’intero turno di lavoro nella giornata di venerdì”, chiudono i sindacati.

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