Venerdì, 19 Luglio 2024
Imprese

Trasformano marmi e pietre in opere d'arte per bagni e cucine: l'azienda celebra 50 anni, "Passione in quel che produciamo"

 Fondata nel luglio del 1974 da Domenico Ciani, Elena Lombardi e un altro socio che di lì a poco intraprese un diverso percorso professionale, oggi l’impresa prosegue la propria attività supportata dalle seconde generazioni

Traguardo speciale per "Deposito Marmi" di Forlì, azienda specializzata nella lavorazione di marmi-pietre e graniti per la realizzazione di piani per bagni, cucine, forniture per l’edilizia, per scale interne ed esterne ed articoli funerari, che celebra il mezzo secolo di attività. Fondata nel luglio del 1974 da Domenico Ciani, Elena Lombardi e un altro socio che di lì a poco intraprese un diverso percorso professionale, oggi l’impresa prosegue la propria attività supportata dalle seconde generazioni, rappresentate da Elisa Ulivucci, figlia di Elena a cui è subentrata in società nel 2012 dopo la prematura scomparsa, e Thomas Ciani, figlio di Domenico.

La storia

A raccontare i principali cambiamenti della propria attività e dell’intero settore avvenuti in mezzo secolo di storia è Domenico Ciani, che parte dalle origini riavvolgendo ulteriormente il nastro dei ricordi. “Oggi ho settantasette anni, ma ho cominciato a lavorare come marmista ai tempi della scuola, quando ne avevo appena tredici - rivela -. A quei tempi ero ragazzino di bottega da un artigiano nato nell’Ottocento, che incideva ancora con lo scalpellino. Solo dopo arrivarono i primi pantografi. Se penso all’elettronica e ai macchinari di oggi, mi rendo conto che il mondo è davvero cambiato completamente. Adesso è tutto più veloce, nel corso del tempo la tecnologia ha dimezzato il numero degli operatori necessari per una singola lavorazione”.

Competenza, affidabilità, flessibilità e intraprendenza sono i quattro pilastri sui quali "Deposito Marmi" ha costruito il proprio cammino, iniziato con la capacità di andare controcorrente e proseguito grazie alla scelta di rimanere sempre con i piedi per terra. “Quando insieme a Elena avviai l’attività, c’era chi storceva il naso perché avevo deciso di mettermi in società con una donna - rivela Ciani -. Erano altri tempi rispetto a oggi, ma per me fu una scelta naturale dal momento che condividevamo lo stesso progetto. Insieme abbiamo girato in lungo e in largo l’Italia, cercando sempre di instaurare rapporti diretti con i nostri fornitori e i nostri clienti. Se oggi siamo ancora qui, a distanza di così tanto tempo, forse è perché non abbiamo mai fatto il passo più lungo della gamba, preferendo agire con oculatezza e in base alle nostre forze reali. E, allo stesso tempo, essendo disponibili a osservare e imparare da quello che succedeva attorno a noi, anche in altri territori”.

Domenico Ciani con il figlio Thomas ed Elisa Ulivucci, titolari di "Deposito Marmi"-2

Le sfide tra crisi finanziaria, pandemia e caro prezzi

Dopo l’inaugurazione della nuova sede in via Pierre e Marie Curie, avvenuta nel 2001, negli anni successivi non sono mancate le sfide tra crisi finanziaria del 2008, pandemia e rincari dei prezzi delle materie prime. “Abbiamo affrontato tutto evitando slanci in avanti e concentrandoci sulle richieste del mercato - spiega Domenico Ciani -. Lavorare sia per l’edilizia, il nostro bacino di riferimento principale, sia per l’arredamento ci ha portato a rimanere fedeli alla nostra dimensione artigianale e a mantenere un approccio manuale a certi tipi di lavorazione”.

Ciani confessa di essere ancora innamorato del proprio mestiere come il primo giorno, "perché mi permette di creare qualcosa di nuovo dal nulla e non c’è mai niente di uguale a qualcosa già fatto". Ora guarda al futuro con sobrietà e realismo, due lenti con cui ha attraversato un viaggio durato cinquant’anni: "L’augurio è di poter restare più a lungo possibile in buona salute per continuare a fare questo mestiere con chi condivide con me la passione per ciò che produciamo ogni giorno".

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