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Centro storico, i sindacati: "E' allarme rosso. Mancano iniziative"

"Riteniamo sia l' ora e ancora giusto il tempo per unire le forze, partendo dalla condivisione del problema dobbiamo costruire un progetto strategico per il rilancio del centro"

Il dibattito sulla crisi del centro storico ha scatenato, dopo le vicissitudini legate all’’apertura dell’Ipermercato nelle festività natalizie, un acceso confronto sulle pagine dei quotidiani locali. Cgil, Cisl e Uil di Forlì assieme alle categorie del commercio Filcams, Fisascat, Uiltucs di Forlì "ritengono che se allarme c’è, questo è sicuramente rosso. Sulle avvisaglie delle cose che stanno accadendo queste organizzazioni sindacali avevano tentato di avanzare proposte al fine di poter determinare, per tempo, una rete di contenimento ma, logiche difficilmente comprensibili hanno prevalso soffocando il tentativo".

"Il calo dei redditi, la sfrenata competizione tra imprese ,l’insufficienza d’iniziative d’intrattenimento, ha comportato perdite di fatturato tra il 20% e il 40% e significativi cali occupazionali - osservano i sindacati -. Chi credeva che all'inevitabile arretramento degli occupati nel piccolo commercio, corrispondesse una crescita occupazionale nei colossi della Grande Distribuzione,è stato tragicamente smentito e oggi dovrebbe riflettere. Non solo assistiamo a perdite di posti di lavoro, le uscite sono infatti superiori alle nuove assunzioni spesso precarie, ma ci ritroviamo con il binomio già da noi denunciato di “Piazze vuote e Iper pieno”".

"Dal decreto Salva Italia ad oggi, tante e spesso inascoltate, sono state le affermazioni del sindacato che vedeva nella liberalizzazione selvaggia degli orari la morte certa del Centro Storico forlivese, tante sono state le richieste d’intervento, ma su tutti hanno vinto le vetrine illuminate dell’Ipermercato rompendo un equilibrio, quello delle 22 domeniche massime di apertura e delle chiusure nei festivi, che faceva coesistere la grande distribuzione organizzata con il commercio di prossimità e il centro storico", continuano Cgil, Cisl e Uil.

"Oltre a questo tanti gli abbagli presi e le mancate scelte, dal piano del traffico cittadino, alle carenze dell’arredo urbano, alle mancate iniziative, spesso finanziabili anche con i 300.000 euro che proprio il sindacato ha fortemente voluto che l’iper destinasse nei tre anni al Centro Storico - osservano i sindacati -. Riteniamo però sia l’ ora e ancora giusto il tempo per unire le forze, partendo dalla condivisione del problema dobbiamo costruire un progetto strategico per il rilancio del centro, proponiamo al Sindaco un tavolo che veda la presenza delle organizzazioni rappresentative del commercio e dell’artigianato, del sindacato e degli esperti che l’Amministrazione ha messo in campo, con l’obiettivo di comprendere e risolvere limiti di attrattività del centro ai grandi marchi,estendere l’esperienza positiva dei mercoledì sera ad altri momenti della settimana e dell’anno, verificare il tema degli affitti, definire costi e interventi da realizzare così da ricercare sponsor e finanziamenti, dandoci l’obiettivo di attrarre imprese e cittadini in centro".

"Commercianti e pubblici esercizi devono rompere il paradosso e far sì che il centro commerciale naturale possa vivere coniugando qualità dello sviluppo e qualità dell’occupazione, in questo il regista non può che essere l’amministrazione comunale, ma i protagonisti siamo tutti, ed esempi vicino a noi sia di accordi possibili per regolamentare le aperture che di centri storici che resistono alla competizione, ci sono. E necessario quindi lo sforzo di tutti per andare in tale direzione", concludono i sindacati.

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