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Cgil, Cisl e Uil contro l'apertura dei negozi il 25 aprile: "Si svalorizza la festa"

I sindacati ricordano "come noto infatti la deregulation degli orari introdotta nel 2011 con il Decreto “Salva Italia” ha eliminato, ogni regola in materia di orari commerciali"

Cgil, Cisl e Uil tornano a ribadire la "netta contrarietà alla liberalizzazione delle aperture festive e domenicali nel settore del commercio". E in una lettera inviata al sindaco e presidente dell'Unione dei Comuni della Romagna Forlivese, Davide Drei, ribadiscono "sbagliata la scelta da parte della grande distribuzione organizzata forlivese di tenere aperto nella giornata del 25 aprile, scelta che tra l’altro ha determinato un effetto “a catena” verso le altre realtà commerciali del comprensorio forlivese e non solo".

I sindacati ricordano "come noto infatti la deregulation degli orari introdotta nel 2011 con il Decreto “Salva Italia” ha eliminato, ogni regola in materia di orari commerciali, determinando effetti negativi su milioni di persone, in prevalenza donne, e sulle loro famiglie. Oltre ciò, i risultati attesi in termini di concorrenza hanno in realtà determinato maggiori costi a carico delle imprese, e un disequilibrio tra piccola e grande distribuzione penalizzando in particolare i centri storici delle città".

"Ma al di là degli effetti economici e sulle condizioni di lavoro, l’apertura nelle giornate festive porta con sé la mercificazione delle feste e ne svuota il senso affermando un falso principio: che nulla ha più valore davanti alle ragioni economiche e che la società è libera se è libera di consumare in ogni luogo, in ogni ora e giorno della settimana", si legge nella lettera inviata da Paride Amanti, Luigi Foschi, Vanis Treossi, rispettivamente segretari di Cgil, Cisl e Uil, e firmata anche da Maria Giorgini, Piero Casali e Maurizio Casadei di Filcams, Fisascat e Uiltucs -. Per queste ragioni riteniamo sbagliata la scelta da parte della grande distribuzione organizzata forlivese di tenere aperto nella giornata del 25 aprile, scelta che tra l’altro ha determinato un effetto “a catena” verso le altre realtà commerciali del comprensorio forlivese e non solo".

"Questa scelta non tiene conto inoltre dell’impegno che Forlì ha rivolto nelle celebrazioni del 70° anniversario della liberazione con un programma ricco di eventi organizzati dal Comune di Forlì in collaborazione con il Comitato Unitario per la Difesa e lo Sviluppo delle Istituzioni, eventi volti non solo a ripercorrere la memoria storica, ma anche determinati ad aprire riflessioni sull’attualità - aggiungono i sindacati -. Tutte le nazioni presentano giornate festive laiche e religiose nelle quali si rinnovano valori , memoria ed impegni che determinano i fondamentali della nostra società definendone l’identità. L’apertura in tali giornate degli esercizi commerciali comporta nei fatti una svalorizzazione delle festività, in particolare per coloro che in queste attività ( non parliamo di servizi essenziali) sono addetti".

Per Cgil, Cisl e Uil è necessario "che vadano valorizzati ed incentivati anche fattivamente i comportamenti virtuosi di chi, anche nella grande distribuzione organizzata, nelle giornate festive, come il 25 aprile e il 1° maggio, si dichiara “chiuso per scelta”". Viene perciò chiesto alle istituzioni "di farsi promotori di un appello chiedendo “l’ adesione per scelta” delle Imprese commerciali del territorio al valore delle festività definendo la chiusura dell’esercizio. La scelta di apertura nella giornata del 25 aprile si discosta anche dalle proposte di legge in esame in parlamento".

"Noi chiediamo un impegno da parte delle Istituzioni locali di attivarsi nel promuovere il proseguo della discussione, interessando anche i parlamentari locali, per una modifica del Decreto “Salva Italia” che determini la chiusura nelle giornate festive laiche e religiose che rappresentano i valori fondamentali della nostra storia e della nostra cultura laica e religiosa e ripristini fattivamente la possibilità per gli enti locali e le parti sociali di poter definire la programmazione delle aperture degli esercizi commerciali favorendo la coniugazione dei tempi di vita e di lavoro e tenendo conto delle diverse peculiarità territoriali - concludono -. Il 25 aprile deve essere festa per tutti, “ Liberiamo le Feste e Riempiamo i carrelli di Valori.”

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