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Foto di repertorio

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Chiude il centro culturale "Il Pane e e le Rose". Problemi con i residenti

"La convivenza tra bar, locali di pubblico spettacolo e cittadini residenti è un problema che si è presentato in tutte le città. Tra l'altro la progressiva liberalizzazione degli orari ha fatto sì che i problemi, che da sempre sono esistiti di compatibilità, si siano amplificati"

"La convivenza tra bar, locali di pubblico spettacolo e cittadini residenti è un problema che si è presentato in tutte le città. Tra l'altro la progressiva liberalizzazione degli orari ha fatto sì che i problemi, che da sempre sono esistiti di compatibilità, si siano amplificati. D'altra parte una città universitaria come Forlì non può non avere una offerta di spazi dove gli studenti e i giovani possano ritrovarsi e socializzare, anche di sera, posto che, se vogliamo essere una città turistica, l'offerta di bar e ristoranti aperti anche la domenica è imprescindibile". Lo affremano in una nota congiunta gli assessori alle Attività Economiche Maria Maltoni e alle Politiche Giovanili Valentina Ravaioli.  

“Come Amministrazione Comunale di Forlì ci siamo posti fin dall'inizio della legislatura questo problema ed abbiamo cercato di affrontarlo in modo organico anche con iniziative specifiche, quantomeno nel centro storico dove la concentrazione di locali pubblici è più elevata. Si sono svolti numerosi incontri con singoli e gruppi di cittadini, gestori di locali, associazioni di categoria e studenti e si è arrivati anche a definire modalità di comportamento che in molti casi hanno consentito di ridurre la conflittualità, evitando sanzioni ai locali e migliorando l'offerta di soluzioni per il tempo libero serale. In sostanza si è trattato di definire regole certe circa gli orari degli intrattenimenti musicali, impegnando inoltre i gestori, aperti dopo l'una di notte, a monitorare la clientela con personale ad hoc, ad evitare bottiglie e bicchieri di vetro, risolvendo così il problema dell’abbandono e invitando alla pulizia delle aree esterne. - spiegano -In parallelo sono stati modificati i regolamenti per le strutture di somministrazione all'esterno, i cosiddetti dehors, e sono stati messi a punto fondi per la concessione di contributi alle nuove attività che apriranno in centro storico ed anche a quelle esistenti, includendo bar e ristoranti. Questi fondi prevedono una maggiorazione dei contributi per le attività gestite da giovani o da donne e attraverso il Progetto Centro Commerciale naturale, finanziato dalla Regione Emilia Romagna, abbiamo cercato di  intervenire sugli affitti”. Questo un breve riassunto delle azioni messe in campo dall'amministrazione fino ad ora.

“Nonostante queste misure, tuttavia, diverse attività vivono un momento di difficoltà ed è di questi giorni la notizia  della chiusura del locale  "Il Pane e le Rose", un centro nato grazie al progetto "Piano Locale Giovani", realizzato dall'Amministrazione Comunale e da Anci con la finalità di favorire l'imprenditoria giovanile. - si legge nella nota - Certamente, a causa della grave contrazione dei consumi in Italia, ci si abitua alla triste consuetudine di queste  notizie,  ma la chiusura di una attività, in particolare in centro storico, non può lasciare indifferenti, a maggior ragione per il ruolo svolto dal centro "Il Pane e le Rose", nell'ambito della sensibilizzazione alla cultura della legalità. Nel caso specifico de "Il Pane e le Rose", sappiamo che la relazione con i residenti è stata piuttosto complessa ed è un tema che abbiamo affrontato in diversi incontri con i soci dell’Associazione,  cercando anche di dare suggerimenti tecnici per affrontare i problemi”.

“Purtroppo – racconteno gli assessori - questo non è stato sufficiente ad evitare la decisione della chiusura. Una chiusura nata, evidentemente, dall'impossibilità di trovare un punto di incontro e che riporta al centro della discussione il delicato problema di una città che ancora fatica a convivere con le implicazioni derivanti dalla presenza, per noi preziosa, dell'Università e dei suoi studenti. Ci auguriamo perciò che sia possibile, magari in una collocazione diversa, una ripartenza, che veda proprietari più disponibili sul versante del calmieramento degli affitti e vicini più aperti al dialogo. Come Amministrtazione crediamo di aver fatto molto su questo fronte, e ribadiamo, in questa occasione, la nostra disponibilità ed il nostro impegno a creare tavoli di incontro specifici per affrontare insieme la situazione, per il bene della città e del suo sviluppo".

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