Giovedì, 29 Luglio 2021
Economia

Aste deserte: arriva la chiusura definitiva per le Officine Maraldi

"Le Officine Maraldi - esordiscono i sindacalisti di Fiom e Uilm, Giovanni Cotugno ed Enrico Imolesi - hanno rappresentato un pezzo di storia del territorio di Forlimpopoli e Bertinoro"

La lunga crisi della "Officine Maraldi Bertinoro" termina con un annunciato ma drammatico epilogo: l’assenza completa di soggetti disposti ad investire per acquisire e rilanciare la storica azienda ha determinato la chiusura e il licenziamento di tutte le maestranze. "Le Officine Maraldi - esordiscono i sindacalisti di Fiom e Uilm, Giovanni Cotugno ed Enrico Imolesi - hanno rappresentato un pezzo di storia del territorio di Forlimpopoli e Bertinoro, per 70 anni hanno dato lavoro a migliaia di persone, e hanno rappresentato un insediamento industriale di qualità sia dal punto di vista delle lavorazioni svolte che delle relazioni sindacali e condizioni di vita e di lavoro dei suoi occupati, operando in tutto il mondo nella costruzione di serbatoi per il settore dell’oil and gas".

"Dopo lunghe vicende societarie che hanno colpito l’intero gruppo Sfir di cui la realtà bertinorese fa parte, le Officine Maraldi hanno in un primo momento aperto una procedura di concordato per poi dichiarare il fallimento nel maggio dello scorso anno, pur continuando a rimanere aperte per terminare le commesse in essere - proseguono Cotugno ed Imolesi -. Le aste previste dai curatori fallimentari per la vendita dell’azienda sono andate deserte, nessuna realtà imprenditoriale del territorio o esterna ad esso ha fatto pervenire un’offerta per acquisire l’azienda nel suo complesso, al fine di rilanciarne le attività. Per questo motivo, al termine della cassa integrazione straordinaria attivata proprio nel tentativo di preservare l’occupazione e non disperdere le professionalità presenti in azienda, sono arrivate le lettere di licenziamento per tutti i lavoratori, cui non resta che la speranza di trovare un nuovo lavoro nel più breve tempo possibile".

"Resta l’amarezza e la preoccupazione: nel nostro territorio sembra non esistere una classe imprenditoriale capace d intervenire nei momenti di difficoltà e di trovare delle soluzioni per salvare un pezzo importante del tessuto industriale, un’azienda con un prodotto di qualità, un marchio e delle professionalità riconosciute in tutto il mondo - concludono i sindacalisti di Fiom e Uilm -. Resta comunque necessario tenere alta l’attenzione per evitare operazioni speculative nei tentativi di vendita del’importante sede di Officine Maraldi Bertinoro e delle sue attrezzature".

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