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Cinque proposte per rilanciare l'ortofrutta

Si è tenuto martedì a Bologna un importante incontro fra i produttori agricoli, le loro Organizzazioni professionali, l'assessore regionale Tiberio Rabboni

Si è tenuto martedì a Bologna un importante incontro fra i produttori agricoli, le loro Organizzazioni professionali, l’assessore regionale Tiberio Rabboni, il ministro Mario Catania e il presidente della commissione agricoltura del Parlamento Europeo Paolo De Castro. Durante l'incontro l'assessore Rabboni ha presentato le cinque proposte con le quali la Regione intende contrastare la crisi dell’ortofrutta.

 “L'obiettivo della Regione è quello di trovare soluzione ad un problema che mette a rischio il futuro della produzione ortofrutticola - ha affermato il consigliere regionale del Pd, Tiziano Alessandrini -. L’equa remunerazione dei prodotti ai coltivatori agricoli. Nel corso degli ultimi sette anni ben quattro annate sono state caratterizzate da questo problema e i produttori nella vendita dei loro prodotti non sono riusciti a farsi riconoscere neppure i costi per coprire le spese di produzione".

 “Nella nostra provincia ed in tutta la Romagna – sottolinea il consigliere PD - il problema è molto sentito perché siamo un punto di grande eccellenza a livello nazionale ed europeo. La nostra frutta, a partire dalle pesche e dalle nettarine che vengono vendute in diversi mercati dell’Europa, non è più fonte di reddito e la fatica ed il sudore dei nostri produttori non è più valorizzata. Le logiche della globalizzazione, il prezzo della competitività delle grandi strutture associazionistiche dei produttori e dei consumatori finiscono per gravare sulle spalle dell’ultimo anello della filiera, il produttore, appunto.”

“Le proposte avanzate dalla Regione contro la crisi dell'ortofrutta sono cinque. Si va dalle assicurazioni sul reddito e dai fondi mutualistici, da attivare nel caso di annate negative, a più efficienti modalità di gestione delle crisi a livello europeo, alla creazione di fondi autofinanziati per destinare una quota della produzione ordinaria all’avviamento di nuovi mercati - ha proseguito Alessandrini -. Il quinto strumento di stabilizzazione è una buona applicazione dell’articolo 62 del decreto liberalizzazioni, che introduce l’obbligo di contratti scritti nei rapporti di fornitura e tempi massimi di pagamento. Un provvedimento a costo zero per lo Stato ma che può valere per le aziende agricole un incremento di 250 milioni di euro della liquidità ed oltre 30 milioni di minori costi sulle anticipazioni bancarie. Sono cinque proposte che hanno il pregio della chiarezza e dell’operatività immediata. Non c'è più tempo da perdere – conclude Alessandrini – e questa è la strada da cui si potrebbe partire fin da subito.”

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