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Club House Italia, rinnovo contrattuale: Confindustria invita al dialogo

L'associazione esprime "rammarico" in quanto "non sono stati evitati toni e atteggiamenti di scontro" ed auspica "un deciso superamento della conflittualità ed una celere ripresa delle trattative"

Confindustria Forlì invita al dialogo tra sindacati e Club House Italia in merito alle trattative per il rinnovo del contratto aziendale. L'associazione esprime "rammarico" in quanto "non sono stati evitati toni e atteggiamenti di scontro" ed auspica "un deciso superamento della conflittualità ed una celere ripresa delle trattative, con conseguente revoca dello stato di agitazione che giudica non necessario, intempestivo e controproducente per tutti".

"Riteniamo infatti - dice Giacomo Pierozzi - che ci siano tutte le condizioni per costruire - con il contributo  di ognuno - un buon contratto integrativo, che sappia intercettare  le giuste istanze dei lavoratori, ma che sia necessariamente anche uno strumento funzionale al consolidamento dei livelli di competitività aziendale ed all’incremento dei fattori di produttività ed efficienza. A proposito ritiene che siano altresì presenti le condizioni per un accordo agevolato dalla detassazione, in linea con i provvedimenti messi recentemente in campo dallo stesso governo".

Prosegue Pierozzi: "Club House Italia può dirsi a pieno titolo una eccellenza del nostro territorio che, operando in un settore tradizionalmente condizionato da alta incidenza del costo della manodopera e da un tessuto produttivo orientato a produrre a basso costo, ha saputo “smarcarsi” in modo virtuoso da tale contesto, collocando i propri prodotti nella fascia alta di mercato, uscendo così dalla mera competizione sul prezzo. Di contro, anche per questa coraggiosa scelta  di posizionamento strategico, la società  sconta da anni difficoltà nel reperire sul mercato del lavoro locale le competenze tecniche necessarie agli standard di qualità per una clientela esigente e per far fronte ad un mercato internazionalizzato, connotato da ravvicinati termini di consegna e purtroppo non pianificabile con la consueta gestione dei picchi e dei flessi produttivi".

"Riteniamo pertanto che sullo sfondo di una congiuntura negativa senza precedenti che ha definitivamente mutato le regole e gli scenari macroeconomici, la priorità per tutti gli  attori coinvolti, pur nella difesa dei rispettivi interessi rappresentati, debba essere quella di dare supporto alle realtà imprenditoriali che, come Club House, hanno dimostrato di essere in grado di stare sul mercato e di creare occupazione - continua Pierozzi -. In tal senso, un contratto di secondo livello nel rispondere alle legittime istanze dei  lavoratori, deve tuttavia saper intervenire "su misura” sui fabbisogni di impresa, negoziando e rendendo esigibili anche in chiave derogatoria, strumenti quali i tempi di lavoro e pianificando nel contempo percorsi formativi che possano nel medio termine promuovere su altri piani i lavoratori più meritevoli. In tal senso, lungi dall’eccepire circa la legittimità degli strumenti di rivendicazione sindacale, ci aspettiamo un deciso cambio di marcia con cui superare insieme le pregiudiziali".

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