Economia

L'allarme di Cna: "Si è impoverito il tessuto imprenditoriale delle nostre vallate"

Il dato peggiore è di quello provinciale che registra -1% e rispetto alle altre due Unioni presenti in provincia, che si mantengono entrambe sotto l’1% nella percentuale di calo delle imprese

Cna analizza i dati della Camera di Commercio sugli andamenti del 2015, dell’Area Colline forlivesi, un territorio che è oltre un terzo di quello provinciale e comprende quasi metà (14) dei comuni della Provincia di Forlì Cesena. Prendendo a riferimento il territorio dell’Unione di Comuni della Romagna forlivese ad esclusione di Forlì, il saldo tra imprese nate e imprese chiuse nel 2015 risulta negativo. Complessivamente dal punto di vista numerico, escludendo il settore agricolo, è stata registrata una flessione di 78 unità rispetto al 2014, pari a -1,7%. Il dato peggiore è di quello provinciale che registra -1% e rispetto alle altre due Unioni presenti in provincia, che si mantengono entrambe sotto l’1% nella percentuale di calo delle imprese.

Analizzando nel dettaglio i singoli territori, Cna evidenza una maggiore tenuta nell’Alto Bidente (quattro aziende in meno pari a-0,63%) grazie al dato positivo di S. Sofia (+1,76%) e nel Tramazzo (-3 pari a -0,81%). Maglia nera per il Montone (- 25 pari a-3%) seguita dal Rabbi (-12 pari a-2,7%). Positivo il dato di Bertinoro (+ 7 unità pari +1%), mentre sono preoccupanti i dati di Forlimpopoli (-23 pari a -2,44%) e di Meldola (-18 unità pari a -2,56%). Entrando nel merito dei singoli settori si nota un calo generalizzato in tutti quelli tradizionali, con una situazione particolarmente preoccupante nei comparti del commercio e dell’edilizia, dove il numero delle cessazioni è doppio rispetto alle iscrizioni. Cna evidenzia poi il dato negativo anche dei servizi di alloggio e ristorazione, dove a fronte di 10 iscrizioni si registrano 25 cessazioni.

“Emerge un quadro - afferma Mauro Turchi, presidente di Cna Colline forlivesi - di impoverimento del tessuto imprenditoriale del nostro territorio, che rischia di diventare da contingente a radicato. Questo fenomeno, necessita di una particolare attenzione e di un approccio coraggioso. Occorre in tutti i modi possibili sostenere le imprese presenti in questo territorio, perché la ricchezza ed il benessere locale passano inevitabilmente dall’esistenza di un sistema imprenditoriale solido e da una comunione di intenti tra la componente pubblica e quella privata, in materia di programmazione dello sviluppo".

“Da questo punto di vista - prosegue Turchi - le amministrazioni locali risultano troppo lente nel tentativo di riorganizzarsi e di pensare come territorio unito o in ambiti sovracomunali. Il riordino istituzionale ci ha consegnato, per questo verso, un soggetto forte rappresentato dall’Unione dei Comuni della Romagna Forlivese, che deve accelerare il processo di definizione dei propri compiti in campo economico; ciò è fondamentale per superare le deboli e vecchie logiche dei “campanili”, per sostituirle con una programmazione univoca, territorialmente vasta e di respiro superiore. Ciò appare anche coerente con quanto abbiamo più volte chiesto; una riduzione dei costi e dei tempi della burocrazia, per liberare risorse da dedicare alla neo-imprenditorialità ed a rendere conveniente l’insediamento delle imprese nei nostri territori”.

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