Venerdì, 17 Settembre 2021
Economia

Commercio e green pass, Zattini (Confcommercio): "Necessario un quadro normativo molto chiaro"

Tra i nodi ancora da sciogliere, la definizione di azienda pubblica o privata che, raccogliendo anche le osservazioni di sindacati e imprese, potrebbe arrivare nelle prossime ore

Il Governo è al lavoro ad una ulteriore estensione del “green pass” che sarà con ogni probabilità varata in settimana. Nel "mirino" ci sono gli utenti che accedono ai servizi pubblici, i dipendenti pubblici e, tra i privati, gli esercenti di quelle attività che richiedono il pass per l'accesso, dai ristoranti alle palestre. Tra i nodi ancora da sciogliere, la definizione di azienda pubblica o privata che, raccogliendo anche le osservazioni di sindacati e imprese, potrebbe arrivare nelle prossime ore.

"È pero ormai certo ed acquisito che la ripresa economica e la lotta alla pandemia passano anche dall’esigenza di garantire la sicurezza dei lavoratori che operano nelle aziende - osserva il direttore di Ascom-Confcommercio, Alberto Zattini -. Mettere in sicurezza i lavoratori significa anche prevedere l’obbligo di vaccino o green pass. Per questo riteniamo indispensabile prevedere quest’obbligo per tutto il personale che lavora nei supermercati e nelle attività  alimentari e non alimentari di prossimità. Siamo stati i primi ad evidenziare questa esigenza già prima dell’estate anche perché – non va dimenticato – stiamo parlando di lavoratori che svolgono spesso, come nel caso della vendita di alimentari,  attività essenziali e che sono quotidianamente a contatto con moltissime persone. Quanto ai tamponi, anche noi siamo d’accordo sul fatto che i relativi costi non siano a carico delle imprese e ci aspettiamo una presa di coscienza da parte del Governo su questo tema".

"Anche la  Fipe-Confcommercio (federazione Italiana Pubblici Esercizi) è da sempre a favore dei vaccini e dell’introduzione dell’obbligo di green pass per i dipendenti dei pubblici esercizi. Auspichiamo, anzi, che quest’ultimo sia esteso anche a tutte le altre categorie economiche e che si chiariscano alcuni punti fondamentali - continua Zattini -. Riteniamo  infine necessario  riflettere prima di tutto  sui tempi di introduzione di una tele tale misura, per dare un preavviso congruo e consentire a chi non fosse ancora vaccinato di mettersi in regola, al netto dei tempi tecnici che dipendono dai protocolli sanitari e dalla logistica. Un'imposizione a stretto giro, se mal gestita, rischierebbe di causare la chiusura di decine  di esercizi forlivesi per mancanza di personale".

"Altra questione assolutamente fondamentale riguarda la gestione di quei dipendenti che decideranno liberamente di non vaccinarsi - chiosa -. Quali saranno le responsabilità e gli obblighi del datore di lavoro? Per questo è necessario un quadro normativo molto chiaro. La priorità è aiutare gli imprenditori a capire come comportarsi in situazioni del genere, sgravandoli da ulteriori oneri economici, organizzativi e amministrativi".

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