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Economia

Agro-alimentare, crescono le esportazioni in provincia: +7,3%. La Germania il principale paese di destinazione

L’export agroalimentare costituisce il 14,7% del totale provinciale, incidenza che si mantiene superiore al dato regionale (12,8%) e nazionale (9,6%)

In crescita le esportazioni del comparto agroalimentare del territorio Romagna (Forlì-Cesena e Rimini) che si conferma rilevante sia per la sua incidenza sul totale dell’export sia per la sua composizione merceologica, che riflette la vocazione agricola e le specializzazioni produttive delle due province.

“I dati sull’agroalimentare italiano nei primi sei mesi dell’anno confermano che il settore sta registrando un trend di crescita storico. Un dato particolarmente buono anche per un settore anticiclico come questo, poco correlato al ciclo economico, che risente meno delle fasi di rallentamento o recessione economica – dichiara Carlo Battistini, presidente della Camera di commercio della Romagna –. Anche nei nostri territori i numeri sono positivi e i risultati in crescita dimostrano la qualità dei prodotti che le nostre imprese sanno portare sui mercati internazionali. La Camera della Romagna ha tra le proprie linee strategiche l'Internazionalizzazione del nostro tessuto produttivo, che sosterrà con attività specifiche e con il sostegno alle iniziative di sistema che promuovono le nostre produzioni all'estero”.

Focus provincia di Forlì-Cesena

Nei primi sei mesi del 2022 le esportazioni del comparto agroalimentare (produzioni agricole e industria alimentare) della provincia sono state pari a 328 milioni di euro e sono cresciute del 7,3% (+16,3% Emilia-Romagna, +18,7% Italia). L’export agroalimentare costituisce il 14,7% del totale provinciale, incidenza che si mantiene superiore al dato regionale (12,8%) e nazionale (9,6%).

Il 2021 è stato archiviato con una crescita delle esportazioni pari all’8,9% (+15,3% Emilia-Romagna, +11,1% Italia). Il 26,7% del valore dell’export agroalimentare provinciale deriva da prodotti di colture permanenti (frutta), il 25,4% da colture non permanenti (cereali), il 12,8% carne lavorata e prodotti a base di carne, l’8,8% oli e grassi vegetali e animali e il 6,4% dalle bevande (sostanzialmente vino).

I principali Paesi di destinazione dell’export agroalimentare sono prevalentemente europei: Germania (20,9% l’incidenza), Paesi bassi (6,0%), Belgio (5,5%), Francia (5,4%) e Spagna (4,4%).

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