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Piergiuseppe Dolcini, consigliere d'amministrazione di Hera

Piergiuseppe Dolcini, consigliere d'amministrazione di Hera

Hera e i compensi dei manager: milioni di euro ogni anno

Quanto percepiscono i dirigenti di vertice della multiutility? Presidente e amministratore delegato attorno ai 500mila euro, i due direttori generali superano i 400mila. Il forlivese Dolcini 75mila euro

"Meglio che fare 13 al totocalcio", ha ironizzato un sindaco romagnolo commentando i compensi percepiti dai top manager di Hera spa. E forse non ha tutti i torti a giudicare dai dati presenti sul sito della holding (con la massima trasparenza ad onor del vero) che pur riferendosi al 2011 offrono uno spaccato del perchè nelle ultime settimane è montata la polemica sui compensi troppo elevati dei consiglieri di amministrazione e dei manager del gruppo.

E la proposta di diminuire i compensi prende quota soprattutto dopo la fusione tra la multiutility emiliano-romagnola e la sua omologa Acegas (che gestisce i servizi a Padova e Trieste). Operazione che ha incontrato il voto contrario del consiglio comunale di Forlì (e anche di quello di Rimini) nonostante il ruolo importante rivestito dentro Hera dal presidente della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì, Piergiuseppe Dolcini, unico forlivese seduto nel cda della holding e presidente anche della controllata Hera Luce (due incarichi che complessivamente gli hanno fruttato nel 2011 75mila euro di introiti). Nel cda si trova anche il cesenate Roberto Sacchetti, che complessivamente percepisce circa 88mila euro di compensi ogni anno.

Ovviamente queste cifre e tutte quelle che seguono riguardano solo l'impegno nella galassia Hera (nella holding o in qualche società contrallata facente parte del gruppo); non sono compresi introiti derivanti dall'attività professionale o di altra natura. In altre parole, non sono dichiarazioni dei redditi, ma gli emolumenti percepiti dalla sola Hera.

PRESIDENTE - Partiamo dal compenso del dirigente di grado più alto, il presidente, quel Tomaso Tommasi di Vignano (classe 1947) manager di lungo corso con trascorsi in Sip, Telecom Italia e anche una esperienza come amministratore delegato proprio di Acegas, dal 1999 al 2002. Oggi, da presidente di Hera (che ha inglobato Acegas) percepisce un compenso di 350mila euro annui per la carica, a cui si aggiungono 117.600 euro per bonus e altri incentivi, 6.046 euro di benefici non monetari e altri compensi per 2.190 euro. In totale fanno 475.836 euro.

AMMINISTRATORE DELEGATO - Compenso più altro per l'Amministratore delegato di Hera spa, che nel 2011 ha percepito 518.133 euro. Un miliardo di vecchie lire. Si tratta di Maurizio Chiarini (classe 1950), ferrarese, dirigente cooperativo, per dodici anni - dal 1983 al 1995 - assessore al Bilancio e Aziende municipalizzate del Comune di Ferrara. Poi manager di aziende pubbliche fino all'approdo in Hera nel 2005, anno in cui assume la carica di amministratore delegato del gruppo. Percepisce 353mila euro per la carica, 119mila euro di bonus e incentivi, 8mila euro di benefici non monetari e 37.750 euro di altri compensi.
Nel suo curriculum figurano inoltre le cariche di Vice Presidente Federutility, Vice Presidente di Aimag s.p.a. e Presidente di Impronta Etica.

CONSIGLIO D'AMMINISTRAZIONE - Gli altri consiglieri di amministrazione prendono compensi molto più bassi ma comunque di tutto rispetto. Il vice presidente Giorgio Razzoli (reggiano), nel 2011 ha ottenuto compensi per 112mila euro.
Questi i compensi degli altri consiglieri di amministrazione:
Mara Bernardini (modenese) 83.333 euro
Filippo Brandolini (ravennate) 88.658 euro
Luigi Castagna (bolognese, ex assessore provinciale) 84.786 euro
Piergiuseppe Dolcini (forlivese, presidente della Fondazione Carisp e presidente di Hera Luce) 77.880 euro
Roberto Sacchetti (cesenate, ex dirigente di aziende pubbliche) 88.421 euro
Bruno Tani (riminese, ex amm. delegato di Sgr reti spa) 75.000 euro
Nicodemo Montanari (imolese, curriculum assente sul sito) 55.188 euro
Valeriano Fantini (riminese, dirigente di aziende pubbliche) 50.000 euro
Rosella Saoncella (bolognese, dirigente di cooperative) 50.280 euro
Mauro Roda (bolognese, ex presidente del Quartiere San Vitale) 50.495 euro
Luca Mandrioli (modenese, esperto contabile) 50.338 euro
Fabio Giuliani (ferrarese, commercialista) 50.462 euro
Enrico Giovannetti (professore università Modena-Reggio) 50.719 euro
Marco Cammelli (presidente Fondazione del Monte) 51.070 euro
Giancarlo Tonelli (Direttore generale Ascom Bologna) 50.477 euro

REVISORI DEI CONTI - Ci sono poi i sindaci revisori. Il presidente è Sergio Santi, che è anche presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola, e che percepisce (solo per l'incarico di presidente dei revisori di Hera) 122.160 euro l'anno. Gli altri due sindaci revisori componenti del collegio sono Antonio Venturini (commercialista ravennate) e Elis Dall'Olio (bolognese), che percepiscono ciascuno 80mila euro l'anno per la funzione svolta (nel 2011 Dall'Olio ha percepito meno, 'solo' 53.333 euro perché subentrato durante l'anno al posto di Fernando Lolli, che ha incassato i 26.667 che mancano per arrivare ad 80mila).

DIRETTORI GENERALI - Hera ha anche due direttori generali. Uno è Roberto Barilli (direttore generale operations) che nel 2011 ha percepisco complessivamente 422.234 euro. Circa 3mila euro in più dell'altro direttore, Stefano Venier (Direttore generale sviluppo e mercato) che ha percepito 419.388 euro.


Inoltre, sempre dal sito di Hera si legge che "sono stati complessivamente 422 i quadri ed i dirigenti che nel 2011 hanno percepito un premio. A questi si aggiungono 233 impiegati direttivi che nel 2011 hanno ricevuto un riconoscimento incentivante nelle forme previste dalle politiche meritocratiche del Gruppo: incremento retributivo di merito o premio una tantum".

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