Economia

Confartigianato: "La burocrazia frena le imprese. Stop alle ridondanze"

La posizione dei rappresentanti di Confartigianato è chiara: "Il nostro Paese è al 23° posto tra i 27 dell’Unione europea per l’eccesso di complicazioni amministrative e al 58° posto tra 190 Paesi nel mondo per la facilità di fare impresa"

"La riforma della Pubblica amministrazione e l’azzeramento delle complessità burocratiche a carico delle imprese sono condizioni imprescindibili per il rilancio dello sviluppo dell'Italia". Questa la riflessione di Confartigianato, che argomenta: "Se è vero che una burocrazia scarsamente efficiente rappresenta un costo per l'imprenditore, una burocrazia efficiente rappresenta un volano per lo sviluppo economico. Il Piano varato dal Ministro Renato Brunetta e il Patto per l’innovazione del lavoro pubblico non rimangano sulla carta, ma siano la vera svolta per una buona amministrazione, alleata degli imprenditori".

La posizione dei rappresentanti di Confartigianato è chiara: "Il nostro Paese è al 23° posto tra i 27 dell’Unione europea per l’eccesso di complicazioni amministrative e al 58° posto tra 190 Paesi nel mondo per la facilità di fare impresa. Per realizzare un appalto in Italia servono 7 mesi in più rispetto alla media europea, a causa dei numerosi passaggi burocratici che incidono per il 54,3% sui tempi complessivi per completare le opere. Anche l’utilizzo del superbonus 110% è frenato dalla burocrazia: il 52% delle imprese segnala ritardi nell’inizio delle attività a causa di complessità burocratiche e il 42,5% lamenta le mancate risposte di uffici comunali e pubbliche amministrazioni".

Per uscire dalla crisi e utilizzare al meglio la straordinaria opportunità offerta dal Recovery Plan, Confartigianato ritiene "indispensabile imprimere una svolta nelle politiche di semplificazione secondo tre direttrici: digitalizzazione estesa del rapporto tra pubblica amministrazione e imprese, soprattutto attraverso il dialogo tra le banche dati pubbliche; standardizzazione dei procedimenti e della modulistica; riorganizzazione delle competenze e riduzione del numero di enti pubblici coinvolti nel medesimo procedimento. “Solo così si creeranno le condizioni per applicare finalmente il principio dell’once only, in base al quale le pubbliche amministrazioni non possono chiedere all’impresa i dati già in loro possesso. Liberare le imprese dagli oneri e dalle complicazioni burocratiche significa, infatti, non solo semplificarne la vita, ma soprattutto recuperare risorse da destinare agli investimenti, oltre ad assicurare la trasparenza dell’azione della pubblica amministrazione".

"Come rilevato più volte in questi anni, l’impresa deve poter contare su norme chiare, senza doversi assumere la responsabilità di interpretazioni incerte, rischiando di essere sanzionata a seguito di controlli da parte di soggetti diversi, non coordinati, o che interpretano in maniera differente la medesima normativa. In sintesi, le imprese chiedono che il rapporto con l’ente pubblico si risolva con una sola istanza, una sola piattaforma informatica, una sola risposta e soprattutto un solo controllo - concludono le osservazioni -. Fondamentale, infine, il monitoraggio delle semplificazioni già introdotte, evitando l’emanazione continua di nuove norme che modificano le precedenti, complicando ulteriormente la vita delle imprese".

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