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Confartigianato mette in guardia: "Occhio agli adempimenti non necessari"

A fine anno, puntualmente, gli imprenditori si vedono recapitare le più svariate richieste di aggiornamento dati da parte di fantomatici registri a cui le imprese sarebbero iscritte

A fine anno, puntualmente, gli imprenditori si vedono recapitare le più svariate richieste di aggiornamento dati da parte di fantomatici registri a cui le imprese sarebbero iscritte. Un tentativo di far aderire a iniziative private e molto onerose le aziende, impegnate a destreggiarsi tra le numerose scadenze burocratiche. Marco Valenti vicesegretario di Confartigianato Forlì mette in guardia gli imprenditori “complice la frenesia del periodo carico di impegni, tornano a proliferare sedicenti registri a cui le imprese sarebbero iscritte e per i quali viene richiesto un aggiornamento dati.

È il caso del Portale Ditte e Aziende Italiane (PODAI) della United Directorios Lda di Lisbona, fantomatica società che, attraverso una lettera a cui è allegata una scheda coi riferimenti anagrafici dell’azienda, richiede una verifica di correttezza dei dati in loro possesso.” Il problema nasce dal fatto che, in una postilla in calce alla scheda per la comunicazione dei testi aggiornati, si legge che il costo della pubblicazione ammonta a 1080 euro più iva.

Continua Valenti “numerosi associati hanno segnalato di aver ricevuto simili comunicazioni inviate alle imprese da parte del PODAI, che nulla ha a che vedere con enti pubblici o con gli adempimenti obbligatori per continuare a svolgere l’attività, nel rispetto delle numerose norme che disciplinano l’artigianato. L’invio dei dati corretti e il conseguente aggiornamento del database comportano invece l’obbligo di versare la somma e addirittura il tacito rinnovo di anno in anno. Pertanto coloro che compileranno la modulistica, saranno poi vincolati a effettuare il pagamento. Ulteriore attenzione deve essere posta alla richiesta di rinviare il modulo anche in caso di volontà di cancellazione, per evitare ogni possibile conseguenza suggeriamo alle imprese di ignorare anche questa richiesta.”

Conclude Valenti “in caso di incertezza, invitiamo le imprese a rivolgersi al proprio consulente per verificare l’opportunità o meno di aderire all’iniziativa. Accanto agli obblighi normativi e alle scadenze burocratiche purtroppo, frequentemente vengono inviate, da parte di soggetti privati, richieste di versamenti che pur non essendo necessari, possono essere scambiati per tali a una lettura non attenta.”

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