Transenne per i flussi, banchi distanziati e turni: anche il mercato ambulante chiede la "Fase 2"

Sulle modalità della ripartenza, tutto dipenderà dalle prescrizioni e dalle limitazioni che i decreti ministeriali daranno. Ma “è il momento di passare alla fase tecnico-operativa”, è l'invocazione di Giancarlo Corzani, direttore di Confesercenti

Come e quanto riapriranno bar e ristoranti? E i negozi d'abbigliamento e il mercato ambulante? Un interrogativo che in molti si stanno facendo, anche alla luce del fatto che il premier Giuseppe Conte ha annunciato che entro il weekend illustrerà i dettagli della programmazione della "fase 2" che scatterà dal 4 maggio. Al momento le attività della ristorazione si sono organizzate tutte per la consegna a domicilio, mentre i negozi di abbigliamento hanno le saracinesche abbassate dall'11 marzo.

C'è il problema degli ambulanti, praticamente fermi già prima dell'inizio del decreto “Italia Protetta”. Sulle modalità della ripartenza, tutto dipenderà dalle prescrizioni e dalle limitazioni che i decreti ministeriali daranno. Ma “è il momento di passare alla fase tecnico-operativa”, è l'invocazione di Giancarlo Corzani, direttore di Confesercenti.

Come state affrontando la problematica?
E' un tema sul quale stiamo cercando di mantenere alta l'attenzione. Con l'amministrazione comunale ci sono degli incontri periodici ed in ultimo abbiamo inviato una richiesta finalizzata a mirare con attenzione la questione dell'occupazione degli spazi esterni, anche gratuitamente, con installazione di dehors finalizzati a garantire il distanziamento sociale. Poi c'è da attenzionare la riorganizzazione dei tavoli, che inevitabilmente ce ne saranno meno. Il tema è mettere appunto delle regole nel rispetto degli operatori e dei clienti.

Sono in corso degli studi quindi...
Certamente, come Confesercenti stiamo facendo delle elaborazioni circa le distanze dei tavoli e quante persone possono essere ospitate all'interno di un locale. Quando sarà convocato il tavolo presenteremo i risultati. Poi c'è anche l'aspetto delle sanificazioni, mentre per quanto riguarda i negozi la gestione degli ingressi. Un'altra questione riguarda la regolamentazione dell'uso delle mascherine. Servono regole.  

Un altro problema riguarda gli ambulanti
Esattamente, sono fermi da quasi due mesi. Come per la ripartenza del Mercato Coperto alimentare, per il quale abbiamo dato dei suggerimenti, abbiamo anche in questo caso delle linee guida. Ad esempio la regolamentazione dei flussi in una sola direzione attraverso le transenne per garantire le distanze tra i passanti, una riorganizzazione dell'allestimento dei banchi, più distanziati, o ad esempio anche una turnazione degli esercenti. Ci stiamo organizzando per riattivarci.

Nel frattempo altre categorie, come ad esempio quelle della ristorazione e delle pasticcerie, si sono attivate con le consegne a domicilio
Gli imprenditori sono dei combattenti naturali, che hanno cercato di reagire per dare continutà al servizio. Ma non può essere considerata una prospettiva. Diciamo che è servito per “mantenersi a galla”.

E' arrivato il momento di dare un'accelerata...
Servono senza alcun dubbio delle scadenze per dare anche motivazioni. Siamo disponibili anche a mettere a disposizioni dei tutorial per rimettere in moto la macchina economica. In Romagna non siamo abituati a stare fermi. Ma dobbiamo passare alla fase tecnica-operativa. Oltre alle regole che saranno impartite da Stato e Regione, ci sono margini decisionali anche locali da attivare. 

Come cambierà il centro storico?
C'è da risolvere prima di tutto la questione del mercato ambulante che avrà il suo peso. Poi chiaramente l'utilizzo del suolo pubblico da parte dei pubblici esercizi è evidentemente un altro fattore che determinerà dei cambiamenti. Confidiamo che al momento della ripartenza la maggioranza degli imprenditori possa attivarsi e che contemporaneamente non ci siano limitazioni al passeggio e alla frequentazione dei luoghi. L'importante è che la gente possa ricominciare a frequentare i luoghi d'aggregazione. Poi c'è anche da considerare il trasporto pubblico, con la questione del "capolinea" dei mezzi anche da fuori comune in Piazza Saffi piuttosto che all'inizio di via Giorgio Regnoli e Largo De Calboli, con un inevitabile assembramento di persone. Una regolamentazione intelligente dei flussi delle persone andrà gestita.

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E per quanto riguarda le Ztl?
Noi siamo favorevoli a trasformare le Ztl, quelle interessanti, in zone pedonali complete, misure che andrebbero ad accogliere ad esempio i dehors, che andrebbero a gestire al meglio il distanziamento sociale. Bisognerà continuare a consentire con molta più facile la circolazione di chi effettua le consegne a domicilio. Tutto ciò che agevolerà la permanenza in centro storico delle attività andrà fissato. Servono risposte intelligenti allo stato delle cose attuali e bisogna iniziare da subito.

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