Coronavirus e "attività non essenziali": "6mila metalmeccanici con stipendio decurtato"

Così Fiom: "Riteniamo che in questo frangente, il ruolo della Prefettura debba essere proattivo e di tutela nei confronti non solo dei lavoratori, ma anche della salute pubblica"

Electrolux, Marcegaglia e Bonfiglioli, con l'uscita del decreto sulla chiusura delle attività non essenziali, hanno fermato la produzione. "Non è accaduto solo nelle grandi aziende mentalmeccaniche, ma anche nelle medie e piccole aziende, in cui la Fiom ha registrato un approccio di buonsenso e di tutela nei confronti della salute dei lavoratori - spiega il segretario generale della Fiom, Giovanni Cotugno -. Questo non può che essere un fatto positivo, perché finalmente si cerca di ricostruire una coerenza tra la necessità espressa da tutte le autorità sanitarie di rimanere in casa e diminuire i contatti e la condizione materiale di migliaia di persone che fino a qualche giorno fa erano costrette a recarsi nei luoghi di lavoro, pur non svolgendo attività essenziali".

"L’ulteriore stretta ai codici Ateco definita nell'ultimo decreto ha accorciato ulteriormente la lista delle aziende che potevano continuare la propria attività - prosegue Cotugno -. Questo ha generato molti tentativi da parte delle imprese di infilarsi tra le maglie della normativa, cercando scappatoie pur di continuare a produrre, perseverando a parere della Fiom in un atteggiamento poco responsabile. Infatti alcune aziende, soprattutto nel campo della fabbricazione di macchine per l’industria alimentare e agricole hanno inviato comunicazione alla Prefettura, certificando la possibilità di rimanere aperti in quanto legati alla filiera agroalimentare. Resta a questo punto da capire come un trattore o una macchina agricola non ancora realizzata o in corso di realizzazione possano essere essenziali subito per la produzione alimentare".

"Un tentativo in tal senso è stato fatto anche da Marcegaglia, ma in seguito ad un serrato confronto con sindacato ed Rsu, l’azienda ha responsabilmente fatto un passo indietro e si è concordato di tenere ferma la produzione e far stare a casa gli operai e gli impiegati. Nella giornata di venerdì anche Bonfiglioli ci ha avanzato tale pensiero: speriamo possano ripensarci e non attivare nessuna produzione non essenziale. Riteniamo che in questo frangente, il ruolo della Prefettura debba essere proattivo e di tutela nei confronti non solo dei lavoratori, ma anche della salute pubblica, e che essa debba evitare storture a ciò che è previsto dal DPCM, coinvolgendo nella valutazioni anche le organizzazioni sindacali".

"Infine, la Fiom e tutte le altre categorie della Cgil sono impegnate da settimane, non con poche difficoltà, a tutelare tutte le lavoratrici e i lavoratori attraverso la firma di centinaia di accordi che preservino i diritti contrattuali, che non possono essere messi in discussione neanche in un periodo di crisi sanitaria come questo - chiosa Cotugno -. Ogni giorno informiamo centinaia di lavoratori sui meccanismi di funzionamento della cassa integrazione, sull'utilizzo di ferie e permessi, in breve su ciò che il proprio datore di lavoro può e non può
fare. Sono oltre 350 gli accordi per l’utilizzo degli ammortizzatori sociali firmati dalla Fiom nelle aziende piccole, medie e grandi, e sono quasi 6mila i metalmeccanici che vedranno decurtato il loro stipendio per l’utilizzo degli stessi".

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"Tra i tanti accordi segnaliamo in maniera positiva l’accordo sottoscritto venerdì in Bonfiglioli, che prevede l’anticipo della cassa, la maturazione integrale di ferie, permessi e tredicesima e una integrazione al reddito di 10 euro per ogni giorno di cassa in modo che questa non incida in maniera eccessiva sui redditi dei lavoratori - conclude il sindacalista -. In questo contrario, abbiamo registrato uno scorretto comportamento da parte di un'azienda del territorio, che ha tentato di imporre la gestione unilaterale dei permessi retribuiti dei lavoratori all'interno di un accordo di cassa integrazione. Nonostante la situazione di crisi, la Fiom non è e non sarà mai disponibile ad indietreggiare sui diritti dei lavoratori".

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