Coronavirus, i "settori non essenziali" pronti allo sciopero: i sindacati chiedono una cabina di regia

Così i segretari generali delle tre sigle sindacali Maria Giorgini, Francesco Marinelli ed Enrico Imolesi, rimarcando che al Governo sarà chiesta "la rivisitazione dei codici Ateco per le attività ritenute essenziali dal decreto e che invece non lo sono"

Il decreto annunciato nella tarda serata di sabato e firmato domenica dal premier Giuseppe Conte "non tiene conto, se non in modo molto parziale, delle richieste avanzate da Cgil, Cisl e Uil". Così i segretari generali delle tre sigle sindacali Maria Giorgini, Francesco Marinelli ed Enrico Imolesi, rimarcando che al Governo sarà chiesta "la rivisitazione dei codici Ateco per le attività ritenute essenziali dal decreto e che invece non lo sono". Il decreto ministeriale inoltre assegna alla Prefettura un ruolo decisivo in merito alle imprese che pur non rientrando nell’elenco delle attività essenziali ritengano di esserlo. "Un ruolo oggi determinante per la salute e la sicurezza non solo dei lavoratori ma anche dell’intero paese", viene evidenziato.

"E’ evidente a tutta la cittadinanza che è il momento di fermare tutto ciò che non è strettamente necessario, pertanto chiediamo alla Prefettura di Forlì di procedere urgentemente alla convocazione di una Cabina di Regia con organizzazioni sindacali e datoriali richiesta dalle scriventi la scorsa settimana dopo la sottoscrizione del Protocollo nazionale su Salute e sicurezza. Altro capitolo importante è che chi lavora nei servizi essenziali deve poterlo fare in sicurezza. Siamo già intervenuti in moltissime realtà, dalla metalmeccanica, alla chimica e gomma plastica, a tutto il settore del terziario ( commercio, banche, poste) fino alle strutture sanitarie e socio sanitarie. Ma non possiamo essere lasciati soli. Il Primo Ministro ha garantito che lo Stato c’è, e allora dalla Prefettura, che è l'organo del governo sul territorio, di essere convocati per monitorare insieme le criticità che emergeranno nelle prossime ore e nei prossimi giorni".

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"Cgil Cisl e Uil, in questa fase difficile del Paese, hanno rappresentato sempre la necessità di mettere al primo posto, rispetto a qualunque altra valutazione, la salute e la sicurezza dei lavoratori, delle lavoratrici e dei cittadini tutti. Per tali ragioni sosteniamo le categorie e le Rsu dei settori le cui produzioni o servizi non hanno caratteristica di attività essenziali e, in ogni caso, in tutti quei luoghi di lavoro ove non ricorrano le condizioni di sicurezza definite nel Protocollo condiviso del 14 marzo 2020, a mettere in campo tutte le iniziative di lotta e di mobilitazione fino alla proclamazione dello sciopero".

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