Economia

Covid, anche gli agriturismi soffrono. Coldiretti: "Azzerare la Tari per salvarli"

Evidenzia Coldiretti: "Presenze e fatturati sono più che dimezzati dopo lockdown e i limiti agli spostamenti"

Azzerare la Tari per salvare gli agriturismi che da un anno stanno lottando per sopravvivere stretti fra lockdown, misure anti contagio e limiti agli spostamenti con il crollo del turismo e il blocco della ristorazione. E’ l’appello che Terranostra, l’associazione che rappresenta, in provincia di Forlì-Cesena e sul territorio Riminese insieme a Coldiretti oltre 100 strutture agrituristiche, lancia ai Comuni affinché cancellino la tassa rifiuti per il 2021 in modo da dare un po’ di respiro alle aziende. La campagna di sensibilizzazione verso gli enti pubblici è stata attivata da Coldiretti in tutta Italia dove le strutture agrituristiche hanno già perso oltre un miliardo di euro nell’ultimo anno a causa dell’emergenza Covid. 

"Le misure restrittive adottate per contrastare il diffondersi dell’epidemia stanno determinando una forte contrazione delle attività multifunzionali delle imprese agricole le quali, nonostante tutto - evidenzia Terranostra - non hanno interrotto le attività principali di coltivazione e di allevamento e continuano a garantire la produzione di cibo, pur in presenza di una forte concorrenza di alimenti stranieri sui banchi dei supermercati. Ma la chiusura delle attività agrituristiche sta mettendo a rischio un intero comparto legato al turismo e al territorio".

"L’agricoltura è storicamente il settore a maggiore resilienza - afferma il direttore di Coldiretti Forlì-Cesena e di Coldiretti Rimini, Anacleto Malara -, ma occorre dare una mano ulteriore alle aziende che sono in piena tempesta. Già nel corso del 2020 – prosegue - diversi enti locali, che ancora ringraziamo, hanno compreso le difficoltà delle aziende prevedendo su nostra sollecitazione sgravi, blocchi dei pagamenti e anche fondi ad hoc. Ora, visto il perdurare e l’aggravarsi della crisi servono misure finanziarie in grado di sostenere la capacità economica e produttiva delle nostre imprese, a partire dall’azzeramento della Tari”.


Coldiretti chiede dunque "misure adeguate in favore delle imprese agricole e delle strutture agrituristiche che a causa dell’epidemia hanno subito un azzeramento della domanda e delle presenze che, peraltro, ha portato anche alla diminuzione della relativa produzione di rifiuti. Lo stesso Istituto per la Finanza e l’Economia Locale (Ifel) promosso dall’Anci per assistere i Comuni in materia di finanza ed economia locale, ha infatti ribadito la facoltà degli enti di deliberare riduzioni della Tari per le imprese che siano state costrette a sospendere l’attività o a esercitarla in forma ridotta a causa della situazione di emergenza".

"Sarebbe inoltre assolutamente opportuno deliberare sin da subito, in attesa di altre soluzioni, proroghe dei termini di pagamento della Tari per il 2021", afferma il presidente di Terranostra Forlì-Cesena e Rimini, Fabio Della Chiesa, sottolinenando che "l’attuale situazione di incertezza sulla ripresa delle attività e del turismo rischia di compromettere la tenuta economica e finanziaria delle imprese". A rischio, in tutta Italia, c'è un sistema che può contare su 24576 strutture con 493.319 posti a tavola e 285.027 posti letto e che nell’ultima stagione pre Covid nel 2019 ha sviluppato un valore di 1,5 miliardi di euro grazie a poco più di 14 milioni di presenze, delle quali ben 8,2 milioni provenienti dall’estero.

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