Covid e anticipo del trattamento di fine rapporto, "Agli agenti di commercio nessuna risposta"

E' la denuncia di Cesare Borghini, presidente di Fnaarc Forlì, la Federazione maggiormente rappresentativa della categoria aderente a Confcommercio

"Agenti e rappresentanti di commercio ancora senza risposte sull’anticipo di una parte del Firr (Fondo indennità risoluzione rapporto). Una misura urgente necessaria per far fronte al grave stato di crisi in cui versa la categoria". E' la denuncia di Cesare Borghini, presidente di Fnaarc Forlì, la Federazione maggiormente rappresentativa della categoria aderente a Confcommercio. Fondazione Enasarco – spiega Fnaarc – ha deliberato il 10 luglio la possibilità per gli iscritti di poter richiedere un anticipo del proprio Firr. A questo scopo è stata destinata la cifra complessiva di 450 milioni di euro (erogabile in tre tranche per preservare la sostenibilità finanziaria dell’operazione) e sono già stati attivati gli strumenti operativi.

"Ma a tutt’oggi, siamo nella seconda metà di novembre - ricorda Borghini - manca l’autorizzazione del Ministero del Lavoro. I ripetuti lockdown colpiscono duramente la nostra attività. A ciò aggiungiamo che i provvedimenti di sostegno economico messi in campo in questi mesi di emergenza sanitaria hanno riguardato in maniera del tutto marginale gli agenti e rappresentanti di commercio. E in moltissimi casi – l’abbiamo scritto in una recente lettera aperta al presidente del Consiglio Giuseppe Conte – gli agenti non hanno potuto ottenere neanche il contributo a fondo perduto di maggio di 1.000 euro erogato dall’Agenzia delle Entrate per l’impossibilità di dimostrare il calo di fatturato a causa del differimento temporale fra attività e relativa fatturazione".

"Lanciamo l’ennesimo appello a non perdere ulteriore tempo. E’ incredibile - conclude Borghini - che il Governo, il Ministero del Lavoro non si siano ancora pronunciati sull’anticipazione del Firr. Provvedimento oltretutto a costo zero sui conti pubblici. Gli oltre 220 mila agenti e rappresentanti di commercio – il cui ruolo nell’economia, in particolare per le pmi, è fondamentale - hanno diritto a tempestività e chiarezza".
 

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