Martedì, 23 Luglio 2024
Economia

La situazione del credito in provincia: in calo i prestiti alle imprese, crescono quelli alle famiglie. Risparmio ancora in flessione

La situazione del credito in provincia di Forlì-Cesena nel primo trimestre 2023: in calo le domande al Fondo di garanzia per le imprese, crescono gli investimenti in titoli di Stato

Nel primo trimestre del 2023 nella provincia di Forlì-Cesena calano i prestiti concessi, a causa della diminuzione di quelli alle imprese. In aumento, invece, i prestiti alle famiglie, anche se in rallentamento. Continua la flessione dei depositi, iniziata nel quarto trimestre del 2022, dopo anni di crescita costante, e degli investimenti nei fondi. Per contro, aumentano in forma decisa gli investimenti in titoli di Stato. Riguardo alla qualità del credito, sostanzialmente simile il tasso di deterioramento, stabile in termini tendenziali. In diminuzione le domande di prestito pervenute al Fondo di Garanzia nei primi tre mesi dell’anno.

I temi del credito e del risparmio sono monitorati attraverso una serie complessa di indicatori che tengono conto di numerose variabili; l’analisi osserva, per ragioni di sintesi, i dati relativi solo ad alcuni dei principali aggregati, mentre per maggiori approfondimenti si rimanda alle elaborazioni complete curate dalla Banca d’Italia.

In base ai dati provvisori della Banca d’Italia, Ufficio ricerca economica di Bologna, in provincia di Forlì-Cesena al 31 marzo, i prestiti totali ammontano a 11.103 milioni di euro (8,0% dell’Emilia-Romagna), così suddivisi: 56,8% alle imprese, 39,1% alle famiglie e 4,1% ad altri soggetti quali società finanziarie, enti pubblici, istituzioni senza scopo di lucro.

Rispetto al 31 marzo del 2022, si registra una diminuzione dell’1,0% dei prestiti concessi. Nel dettaglio, calano i prestiti alle imprese del 5,0% (-3,8% alle medio-grandi, -9,6% alle piccole) mentre aumentano quelli alle famiglie del 3,9%. Riguardo ai prestiti alle imprese, risultano in flessione quelli verso il manifatturiero (-2,2%), le costruzioni (-7,8%) e il macrosettore dei servizi (-5,8%).

Stabile il tasso di deterioramento del credito, inteso come rapporto tra il flusso dei nuovi prestiti deteriorati nel periodo considerato e l’ammontare dei prestiti non deteriorati alla fine del periodo precedente (calcolato come media annua trimestrale): 1,3% nel primo trimestre 2023, stesso dato del primo trimestre 2022.

Per ciò che riguarda il risparmio finanziario, in provincia al 31 marzo l’ammontare risulta di 19.262 milioni di euro (7,4% dell’Emilia-Romagna): il 62,8% è costituito dai depositi bancari, il restante 37,2% dai titoli a custodia. Rispetto al 31 marzo 2022 si rileva un decremento dei depositi (-4,2%), in continuo con la variazione altrettanto negativa rilevata nel 4° trimestre 2022 (su ottobre-dicembre 2021) che hanno interrotto anni caratterizzati da un trend di crescita costante.

In flessione anche gli investimenti in titoli gestiti dagli organismi di investimento collettivo del risparmio, che rappresentano il 46,8% dei titoli in portafoglio (-4,7% annuo), a cui si contrappone la sensibile crescita degli investimenti in titoli di Stato (+90,5%).

In relazione al Fondo di garanzia per le imprese, tra gennaio e marzo 2023 in provincia di Forlì-Cesena sono state accolte 396 operazioni di finanziamento (10,2% del totale regionale). L’importo finanziato complessivo ammonta a 79 milioni di euro, mentre l’importo finanziato medio risulta di 199mila euro (217mila euro in Emilia-Romagna, 185mila euro in Italia). Rispetto al primo trimestre 2022, periodo ancora coperto dalle misure emergenziali pandemiche, si rileva una flessione delle domande pervenute del 43,6% (702 operazioni).

Nel complesso il 2022, rispetto al 2021, è stato caratterizzato da una minore domanda di credito, assistita da tale garanzie, sostanzialmente dovuto alla fine del periodo emergenziale e delle relative misure di sostegno, durate da marzo 2020 a giugno 2022. Nello specifico, nel 2022 si riscontrano 2.022 domande pervenute, contro le 7.866 del 2021, con una diminuzione tendenziale del 74,3%.

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