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Crisi, Faggiotto (Confartigianato): "Le imprese vengono lasciate sole"

"I contenuti della manovra, resa urgente dalla situazione economica non più sostenibile, avranno importanti ripercussioni sul sistema produttivo": è l'opinione del segretario di Confartigianato Forlì, Roberto Faggiotto

“I contenuti della manovra, resa urgente dalla situazione economica non più sostenibile, avranno importanti ripercussioni sul sistema produttivo, soprattutto per gli effetti depressivi, frutto di un intervento affidato, in larga parte, a maggiori entrate e che rischia di determinare livelli record di pressione fiscale”. Questa il sintesi la valutazione del segretario di Confartigianato Forlì Roberto Faggiotto.

Il responsabile dell’associazione economica fa notare che “la crisi ha picchiato duro e la manovra economica del Governo, modificata a più riprese dal 13 di agosto a oggi, cerca di arginare una situazione che, pur avendo radici profonde, necessita di soluzioni rapide ed efficaci. Ne va della credibilità del nostro Paese, in Europa e nel mondo.”

“Ciò che appare evidente, malgrado le accelerate e i passi indietro del testo più volte rimaneggiato, è che il sistema produttivo italiano – afferma l’associazione -, ancora una volta, sarà chiamato a far fronte alla realtà con sacrificio e senso di responsabilità”.

Un’indagine condotta da Confartigianato evidenzia che l’impresa italiana paga l’energia elettrica il 29,1% in più rispetto ai competitor europei e, solo per citare un dato, l’86,2% in più di quelle francesi. La produzione manifatturiera, pur in salita, è solo al 34,1% del livello pre crisi, il settore delle costruzioni ha perso il 20,6% dall’inizio del 2008, l’occupazione è in affanno, ma in costante crescita e, a luglio, aveva fatto registrare un 0,4% rispetto allo stesso periodo del 2010. Poche luci e molte ombre di una crisi inedita e di lunga durata.

“L’incremento dell’Iva – dichiara Faggiotto -si rifletterà inevitabilmente sui consumi, che saranno ulteriormente ridotti, sull’occupazione e sulla crescita complessiva del Paese. Non si può immaginare di far ripartire l’economia se non si contengono le entrate e non si realizza un pieno controllo della spesa pubblica, che va, peraltro, riqualificata per sostenere sviluppo ed efficienza della pubblica amministrazione. La cancellazione dell’emendamento sull’accelerazione dei pagamenti dei debiti della pubblica amministrazione alle imprese evidenzia con forza la mancanza della necessaria attenzione alle effettive esigenze dell’economia reale italiana.”

Per Confartigianato è tempo di “riscrivere un nuovo patto sociale per condividere, responsabilmente, obiettivi, impegni e sacrifici che assicurino la tenuta del Paese e la crescita. Gli imprenditori, come sempre, sono pronti a prestare il proprio contributo, ma non possono più permettersi di scontare, ancora una volta, il prezzo più alto”.


 

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