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Gruppo La Fortezza, accordo raggiunto. Ma la paura resta

L'accordo determina le condizioni economiche e contrattuali della trasferta o trasferimento qualora il lavoratore scelga volontariamente lo spostamento della propria sede di lavoro", illustra Moreno Cimatti di Fiom-Cgil

Lunedì le lavoratrici ed i lavoratori dello stabilimento di Forlimpopoli del Gruppo La Fortezza hanno approvato l’ipotesi di accordo raggiunta venerdì scorso dalla RSU e dal Sindacato in merito alle condizioni economiche e contrattuali dello spostamento di un numero massimo di 9
lavoratori da Forlimpopoli allo stabilimento di Pianoro. L’accordo prevede innanzitutto che entro marzo 2013 ciascuno di quei 9 lavoratore può optare per il rientro a Forlimpopoli con decorrenza l'1 agosto 2013 evitando quindi il trasferimento.

"L’accordo determina le condizioni economiche e contrattuali della trasferta o trasferimento qualora il lavoratore scelga volontariamente lo spostamento della propria sede di lavoro - illustra Moreno Cimatti di Fiom-Cgil -. A compensazione del disagio subito dai lavoratori nel periodo della trasferta o del trasferimento, vengono riconosciuti un indennizzo netto mensile di 100 euro, messi a disposizione mezzi di trasporto
aziendali e soprattutto viene ridotto l’orario giornaliero di lavoro di mezz’ora (che viene retribuita e non lavorata)".

"Pur riconoscendo la positività di un accordo, raggiunto dopo che i lavoratori hanno messo in atto scioperi per un totale di venti ore e una manifestazione nazionale di tutti i lavoratori del Gruppo svoltasi il 5 dicembre a Scarperia (Firenze), che si fonda sul principio della riduzione dell’orario di lavoro (con un’idea opposta a quella dell’ultimo contratto nazionale separato che invece aumenta gli orari), rimane la preoccupazione del Sindacato, della RSU e dei lavoratori per le prospettive future dello stabilimento di Forlimpopoli", conclude Cimatti.

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