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Crisi, imprese penalizzate dalla troppa burocrazia

Ritorna l’appuntamento con Essere Impresa, la giornata di incontro tra i sindaci e le aziende del territorio. L’edizione di quest’anno ha presentato un elemento di novità

Ritorna l’appuntamento con Essere Impresa, la giornata di incontro tra i sindaci e le aziende del territorio. L’edizione di quest’anno ha presentato un elemento di novità: il dialogo è avvenuto tra gli imprenditori neoeletti nei comitati zonali di Confartigianato e gli amministratori dei comuni del comprensorio forlivese, sempre con l’obiettivo di favorire il confronto tra le esigenze dell’imprenditoria locale e le attività già intraprese dalle amministrazioni per dar vita a un progetto condiviso per la tutela della micro e piccola impresa.

L’appuntamento con i sindaci del Basso Bidente Paolo Zoffoli di Forlimpopoli, Nevio Zaccarelli di Bertinoro e Gianluca Zattini di Meldola è stato aperto dal presidente del comitato zonale Luca Morigi. L’imprenditore ha ricordato il ruolo trainante delle piccole e medie imprese per il nostro sistema produttivo, tuttavia persistono criticità che limitano la competitività delle realtà del territorio, in primis la mancata omogeneità dei regolamenti comunali e la complessa burocrazia che affligge le imprese. Stimolati dalle numerose domande dei rappresentanti d’area, gli amministratori sono intervenuti per chiarire le proprie posizioni.

Zattini ha esordito affermando che la crisi ha modificato profondamente il contesto, rendendo urgenti provvedimenti volti a snellire la burocrazia. L’assenza di risorse da allocare, di fatto rende impossibile l’erogazione di incentivi lasciando come unica strategia il perseguimento della riduzione dei costi, ribaltando la logica nei controlli: da quelli preventivi a quelli ex post.

Zaccarelli ha ribadito la necessità di superare le logiche di campanile come scelta d’indirizzo e non unicamente in base a logiche di convenienza. Ha poi spiegato che l’eccesso di burocrazia che riguarda la maggior parte dei processi nasce dalla difficoltà di far rispettare le regole: rispetto agli altri paesi europei, in Italia c’è la tendenza ad addomesticare le leggi, costringendo chi legifera a imporre vincoli sempre più stringenti. Ha poi lamentato il rigore del patto di stabilità, che impone di lasciare inutilizzate delle risorse spendibili per la comunità e per dare maggiore respiro all’economia del territorio.

Per Zoffoli le rigidità legislative si riverberano sul comportamento dei funzionari comunali, chiamati ad attenersi scrupolosamente a quanto previsto dalle norme, per non dover rendere conto in prima persona di eventuali possibili abusi. Una peculiarità concernente il comune artusiano riguarda la Casa della Salute, tema caldo per gli abitanti dei tre comuni, allarmati dal rischio di perdere il primo intervento, sostituito dalle strutture di Forlì o di Cesena. Zoffoli ha dato rassicurazioni in merito al mantenimento del servizio, anche in funzione di una migliore gestione delle emergenze sanitarie, sempre in un’ottica di integrazione fra territori.

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