Economia

Da 50 anni nel settore agricolo provinciale, ora puntano su albicocche e avicolo "a zero antibiotici"

In occasione del cinquantesimo anno di attività di Società Agricola Guidi di Roncofreddo, è stata consegnata al fondatore,  Giancarlo Guidi, la targa di riconoscimento

In occasione del cinquantesimo anno di attività di Società Agricola Guidi di Roncofreddo, è stata consegnata al fondatore, Giancarlo Guidi, la targa di riconoscimento da parte del presidente della Provincia e sindaco di Forlì Davide Drei. L’attestato da parte dell’amministrazione provinciale è stato conferito con una duplice motivazione: "aver reso la Provincia di Forlì-Cesena un polo di importanza nazionale ed internazionale nella produzione di albicocche e per essere stato il primo imprenditore del settore ad allevare tutti i capi avicoli della sua filiera senza uso di antibiotici". Drei ha evidenziato che il riconoscimento conferito a Guidi "attesta il grande valore che l’impresa costituisce per il territorio e la capacità innovativa e imprenditoriale che ha caratterizzato l’azienda nei suoi cinquanta anni di storia.  Si è detto orgoglioso che l’azienda abbia scelta il territorio di Forlì per dar vita ad un progetto".  

VIDEO - Onorificenza per i 50 anni della società agricola Guidi

“La nostra è un’azienda a conduzione familiare, oggi alla quarta  generazione - ha spiegato Guidi - fortemente legata al nostro territorio. La nostra attività, da sempre, è stata improntata alla ricerca della massima qualità del prodotto, all'innovazione ed al rispetto per l'ambiente. Tutte le nostre filiere avicole (galli, galletti, faraone, capponi, polli a lento accrescimento) sono certificate senza uso di antibiotici fin dal 2014. Un risultato che ho ottenuto con grande determinazione e che i consumatori dimostrano sempre più di apprezzare. Inoltre quest’anno, in occasione del 50° anniversario, abbiamo raggiunto un altro importante obiettivo, la produzione di  albicocche “Albisole” certificate a residuo zero". 

"Il nostro obiettivo, per il 2019,  è di ottenere l’intera produzione esclusivamente a residuo zero - ha sottolineato -. Per questo ci sentiamo dei “pionieri”. Così come pionieristica si è rivelata la scelta fatta  a suo tempo di produrre capi di allevamento senza uso di antibiotici. Crediamo fortemente in questo progetto “di filiera” delle albicocche , sul quale abbiamo fatto importanti investimenti, ad oggi, circa 30 milioni di euro, convinti come siamo che queste scelte costituiscano la base dell’agricoltura e del sistema alimentare del futuro".

"La scelta di focalizzarci sulla produzione delle albicocche,  compiuta un decennio fa, si è rivelata lungimirante - ha aggiunto -. Fino a quel momento la coltivazione era frammentata con potenziali di produzione limitati, ciò a fronte di una domanda, a nostro avviso, in crescita. Abbiamo, pertanto, deciso di investire in nuovi impianti, selezionando costantemente nuove varietà, per far fronte alle esigenze del consumatore. Oggi abbiamo raggiunto degli standard di produzione, sia in termini di qualità sia in termini di volumi di produzione, che ci consentono di soddisfare le richieste in continuo aumento della grande distribuzione. Le numerose varietà selezionate e l’estensione dell’area di produzione, che si spinge fino alla prima collina, ci hanno permesso di estendere il periodo di raccolta, da maggio fino a settembre". Oggi la superficie coltivata ad albicocco è di 400 ettari, cui si aggiungeranno presto nuovi impianti. La produzione complessiva annua, delle 25 varietà attualmente coltivate ammonta a circa 60.000 quintali.

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