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Dall'Emilia Romagna il nuovo presidente di Confartigianato nazionale: "Granelli vicino alla realtà forlivese"

Afferma il presidente di Confartigianato di Forlì, Luca Morigi: "Granelli conosce il nostro comprensorio ed è stato ospite di numerose iniziative realizzate dall’associazione"

Il presidente di Confartigianato Emilia Romagna Marco Granelli giovedì ha assunto la presidenza di Confartigianato Imprese per il quadriennio 2020-2024, eletto per acclamazione dall'Assemblea della Confederazione che rappresenta 700.000 artigiani, micro e piccole imprese. Granelli è nato nel 1962 a Salsomaggiore (Parma) dove è titolare di un'impresa nel settore delle costruzioni. Da lungo tempo è impegnato nell’attività associativa: dal 2012 è vice presidente vicario di Confartigianato e dal 2009 è alla guida di Confartigianato Emilia Romagna, dopo essere stato per molti anni alla presidenza di Confartigianato Imprese Parma.

"Il neopresidente nazionale è, da sempre, vicino alla realtà forlivese", come spiega il presidente di Confartigianato di Forlì, Luca Morigi: "Granelli conosce il nostro comprensorio ed è stato ospite di numerose iniziative realizzate dall’associazione. Per citare solo l'ultimo appuntamento, lo scorso giugno, ha preso parte al convegno realizzato a Rocca San Casciano dal titolo ‘cambia vita’ per la promozione del territorio montano. Il presidente saprà portare le istanze locali nell'arena nazionale, per tutelare la piccola e micro impresa, particolarmente diffusa nel forlivese".

Granelli, nell'indicare il programma di lavoro della sua presidenza, ha sottolineato: "Usciremo da questa crisi con uno sforzo eccezionale di responsabilità e coraggio da parte di tutti per ricostruire un modello di sviluppo economico e sociale che faccia leva sul valore espresso dagli artigiani e dalle piccole imprese che rappresentano il 98% delle aziende italiane. Confartigianato intensificherà l'impegno di rappresentanza e di servizio al fianco degli imprenditori. A chi guida il Paese sollecitiamo altrettanto impegno deciso e concreto nel costruire un contesto favorevole alle potenzialità imprenditoriali del nostro Paese, puntando su competenze, innovazione, sostenibilità, fattori indispensabili per irrobustire il tessuto produttivo e migliorarne la capacità competitiva”.

"In questi mesi – ha detto ancora il neoeletto – le micro e piccole imprese italiane hanno sofferto ma hanno anche dato una grande prova di reattività. Ora non possiamo vanificare i loro sforzi. Ci giochiamo il futuro: mai come quest'anno la manovra economica deve essere una legge di rilancio e non possiamo permetterci esitazioni nell’utilizzare le risorse europee per investire sui punti di forza del nostro sistema produttivo, vale a dire gli oltre 4 milioni di artigiani e piccole imprese del nostro Paese".

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