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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Economia

Dall'export al mercato del lavoro, In chiaroscuro gli scenari di previsione per il 2021

“Come tutti sappiamo, ci troviamo ad affrontare un contesto profondamente mutato, in modo improvviso e inimmaginabile"

Dagli scenari di previsione, notizie positive per valore aggiunto ed export, ma ancora negative quelle sul mercato del lavoro. Nell’anno in corso, l’export aumenterà del 15,7%, dopo la chiusura negativa del 2020, mentre permarranno criticità sul fronte del mercato del lavoro, con occupati in diminuzione (-0,6%) e tasso di disoccupazione in aumento (8,9% nel 2021). E' quanto emerge dal focus della Camera di commercio della Romagna.

“Come tutti sappiamo, ci troviamo ad affrontare un contesto profondamente mutato, in modo improvviso e inimmaginabile. In questo scenario, è molto difficile fare previsioni, soprattutto per quei settori ad alta interazione personale, come turismo e servizi, che stanno subendo maggiormente le conseguenze della pandemia e che devono affrontare un processo di trasformazione che, di conseguenza, inciderà anche sull’intera struttura della nostra economia - commenta Alberto Zambianchi, Presidente della Camera di commercio della Romagna -. Il nostro territorio, però, seppure colpito duramente, ha le caratteristiche e la capacità progettuale necessarie per ripartire, puntando su competenze e specializzazioni. Il parziale recupero del valore aggiunto, previsto per quest’anno, è un buon segnale per la ripartenza. Ora abbiamo bisogno che il piano vaccinale sia completato velocemente, per potere tornare a una “nuova normalità” di sistema, che consenta la piena ripresa di consumi ed investimenti. La Camera di commercio non ha mai rallentato la propria attività, cercando di migliorare la propria efficienza operativa e l’efficacia delle proprie azioni, per essere pronta, anche nella ripartenza, a fare la “propria parte”, per sostenere le imprese e rendere la nostra economia e i nostri territori sempre più competitivi e attrattivi”.

Lo scenario previsionale per la provincia di Forlì-Cesena

In base alle previsioni di Prometeia, aggiornate ad aprile, nel 2020 la variazione annua del valore aggiunto (in termini reali) della provincia di Forlì-Cesena risulta pari a -8,5%. Tutti i principali macrosettori registrano diminuzioni: industria (-10,5%), costruzioni (-3,3%), servizi (-8,5%). Per il 2021 le previsioni indicano un parziale recupero nella produzione della ricchezza (+5,1%), inferiore al trend regionale (+5,5%) ma superiore a quello nazionale (+4,7%).

Anche l’export (in termini reali) dovrebbe tornare in positivo nell’anno in corso, con una crescita (+17,5%) che andrebbe più che a compensare il calo del 2020 (-8,1%), e che risulterebbe superiore alla variazione sia regionale (+12,7%) sia nazionale (+12,0%).

In termini di produttività e capacità di spesa, il reddito disponibile delle famiglie (a valori correnti) è previsto, nel 2021, in aumento (+5,0%); il valore aggiunto per abitante si dovrebbe attestare a 28.100 euro (30.800 Emilia-Romagna; 25.100 Italia) mentre il valore aggiunto per occupato dovrebbe toccare quota 62.200 euro (68.900 Emilia-Romagna; 65.300 Italia).

La situazione più preoccupante riguarderà il mercato del lavoro, con una diminuzione prevista, nel 2021, degli occupati dello 0,4% (-2,1% nel 2020), che causerà, da un lato, una contrazione, seppur lieve, del relativo tasso di occupazione (dal 45,6% del 2020 al 45,4% del 2021), dall’altro, un incremento del tasso di disoccupazione, che arriverebbe al 6,8% (Emilia-Romagna: 7,2%, Italia: 10,7%), dal 5,2% del 2020.

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