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Dalle costruzioni alle ristorazione, nonostante l'effetto Covid le imprese straniere crescono

Le imprese straniere aumentano in tutti i principali settori economici, il focus della Camera di commercio sulla provincia di Forlì-Cesena

Buona crescita delle imprese straniere attive superiore all’incremento sia regionale sia nazionale, sul cui andamento demografico, al momento, non si ripercuotono gli effetti negativi determinati dal covid-19. Le imprese straniere aumentano in tutti i principali settori economici.

Al 31 dicembre 2020 in provincia di Forlì-Cesena si contano 3.657 imprese straniere attive, che costituiscono il 10,1% delle imprese attive provinciali (12,7% in Emilia-Romagna e 10,9% in Italia). Nel confronto con il 31 dicembre 2019 si riscontra un aumento delle imprese straniere del 3,3%, superiore sia all’incremento regionale (+2,8%) sia a quello nazionale (+2,7%).

I principali settori economici risultano le Costruzioni (37,2% delle imprese straniere), il Commercio (26,2%), l’Industria Manifatturiera (10,2%), l’Alloggio e ristorazione (7,6%), le Altre attività di servizi (prevalentemente servizi alle persone) (5,3%) e i Trasporti (4,0%). Rispetto al 31/12/19 crescono le imprese straniere in tutti i settori sopra citati: +4,1% le Costruzioni, +3,3% il Commercio, +1,1% il Manifatturiero, +2,6% l’Alloggio e ristorazione, +5,5% le Altre attività di servizi e +2,8% i Trasporti. 

I settori con la più alta incidenza percentuale delle imprese straniere sul totale delle imprese attive sono i seguenti: Costruzioni (24,5%), Commercio (12,1%), Trasporti (11,5%), Industria Manifatturiera (10,8%), Altre attività di servizi (10,7%), Noleggio, agenzie viaggio e servizi alle imprese (10,3%) e Alloggio e ristorazione (10,2%).

Riguardo alla natura giuridica delle imprese straniere prevalgono nettamente le imprese individuali (83,8% del totale), seguite, a distanza, dalle società di capitale (9,5%) e società di persone (6,3%); in termini di variazione annua crescono sia le imprese individuali (+2,9%) sia, soprattutto, le società di capitale (+11,5%) mentre rimangono stabili le società di persone.

In un contesto di analisi territoriale, poi, si evidenzia come più della metà delle imprese straniere provinciali (il 55,4%) si trovano nei comuni di Forlì (33,8%) e Cesena (21,6%), ossia nei “Grandi centri urbani”; buona anche la presenza nei comuni di Cesenatico (8,9%), Forlimpopoli (2,4%) e Bertinoro (1,9%), ossia nei cosiddetti “Comuni di cintura” (totale 13,2%), e di Savignano sul Rubicone (7,4%), Gatteo (4,3%), San Mauro Pascoli (3,9%), Gambettola (2,6%) e Longiano (1,4%) (”area del Basso Rubicone”, totale 19,6%). Ad essi vanno aggiunti i comuni di Meldola (2,1%) (Valle del Bidente), Castrocaro Terme e Terra del Sole (1,6%) (Valle del Montone), Mercato Saraceno (1,3%) e Bagno di Romagna (1,1%) (entrambi della Valle del Savio).

In sintesi, il 54,9% delle imprese straniere attive si trova nel comprensorio di Cesena e il 45,1% nel comprensorio di Forlì.

I comuni con la più alta incidenza percentuale delle imprese straniere sul totale delle imprese attive sono Gatteo (18,1%), Savignano sul Rubicone (17,3%), San Mauro Pascoli (13,4%), Forlì (11,9%), Gambettola (10,8%) e Cesenatico (10,4%).

In merito, infine, alle nazionalità, Albania (568 imprese), Cina (361), Romania (354), Marocco (324) e Tunisia (205) rappresentano i principali Paesi di provenienza degli imprenditori esteri, raggiungendo il 59,1% del totale straniero. Da evidenziare come più della metà delle imprese albanesi, rumene e tunisine appartengano al settore edile (rispettivamente, 76,4%, 58,5% e 81,0%) e delle imprese marocchine al commercio (58,0%). Maggiore equidistribuzione, invece, per le imprese cinesi, dove non vi è un settore che assorbe la metà delle stesse; nel dettaglio, il 45,2% sono attive nel manifatturiero, il 21,3% nel commercio, il 17,7% nei servizi alle persone e il 14,1% nella ristorazione.

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