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Crisi, numeri spietati: nel 2013 oltre 10 milioni di ore di cassa integrazione

A presentare i dati Cgil, Cisl e Uil, definendo "spietato" il confronto con il 2012: "sono circa 3 milioni di ore di cig in più senza considerare la cig in deroga non ancora contabilizzata dall'Inps"

La ripresa è ancora lontana: da gennaio a novembre sono state ben 10.201.896 le ore di ricorso alla cassa integrazione, che stanno coinvolgendo circa 10.000 lavoratori del territorio forlivese a cui vanno aggiunti i dati relativi alle domande di disoccupazione, in continuo aumento, come pure i lavoratori in mobilità. A presentare i dati Cgil, Cisl e Uil, definendo "spietato" il confronto con il 2012: "sono circa 3 milioni di ore di cig in più senza considerare la cig in deroga non ancora contabilizzata dall'Inps".

"In particolare - spttolineano i sindacati - le ore di cassa integrazione straordinaria sono passate da 2.304.018 a 3.182.057 con un aumento pari al 38% e le ore della Cig in Deroga sono passate da 3.211.817 a 5.458.719 con un aumento del 70%. Qualcuno continua a sostenere che siamo in fondo al tunnel, anche se in realtà si rischia di essere sull'orlo del precipizio".

Per Cgil, Cisl e Uil, "gli effetti devastanti della crisi nella nostra Regione sono stati attenuati dalle intese raggiunte tra le parti sociali e la Regione nel corso dei cinque anni che abbiamo alle spalle, ma la legge di stabilità (che riduce gli stanziamenti per gli ammortizzatori in deroga) e le bozze di decreto del Ministero del Lavoro (che ridurrebbero le coperture sociali nel 2014) rischiano di produrre traumi sociali insostenibili i cui effetti non sono prevedibili".

"E' più che mai necessario agire con risposte immediate, richieste dalle mobilitazioni sindacali del 15 novembre e del 14 dicembre, rifinanziando gli ammortizzatori per il 2014 e dando concretezza alle richieste presentate al governo dal Presidente Errani, con il documento approvato dal tavolo istituzionale dell'Emilia Romagna e condiviso da tutte le parti sociali - chiosano i sindacati -. Servono inoltre risposte strutturali sulla redistribuzione del reddito, sulla riforma degli ammortizzatori sociali rendendoli effettivamente universali, sulla redistribuzione del lavoro, modificando radicalmente anche la legge Fornero".

Per l'Emilia Romagna le organizzazioni sindacali chiedono che "nell'incontro previsto per lunedì il Tavolo regionale confermi anche per tutto il 2014 lo strumento degli ammortizzatori in deroga, assolutamente necessario per dare risposte a tutte le aziende che hanno esaurito gli ammortizzatori standard (come nel caso dell'Alpi di Modigliana) e che si utilizzino i fondi strutturali per rilanciare produzioni ed occupazione. Non considerare che la tutela sociale e il rilancio del lavoro sono le priorità del Paese è da irresponsabili: per questa ragione confermiamo la netta contrarietà a questa legge di stabilità".

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