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Decreto riaperture, Confcommercio: "Coprifuoco alle 22? Incomprensibile"

Così il presidente di Fipe-Confcommercio Forlì, la Federazione italiana dei Pubblici esercizi, Andrea Zocca, all'indomani della firma del premier Mario Draghi sul "decreto riaperture"

"Il coprifuoco alle 22 addirittura fino al 31 luglio è scientificamente e socialmente incomprensibile". Così il presidente di Fipe-Confcommercio Forlì, la Federazione italiana dei Pubblici esercizi, Andrea Zocca, all'indomani della firma del premier Mario Draghi sul "decreto riaperture" che entrerà in vigore dal 26 aprile. Argomenta Zocca: "Abbiamo chiesto di ripartire ma, alle attuali condizioni del Decreto Legge sulle riaperture, oltre la metà dei Pubblici Esercizi Italiani non può di fatto farlo".

"Sono scelte che vanno spiegate e vanno spiegate bene, perché appaiono punitive rispetto a quelle adottate in momenti più critici dal punto di vista sanitario - sostiene Zocca -. Siamo stati i primi a proporre gradualità e regole certe, che tuttavia devono avere un supporto di carattere scientifico. Pur applicando rigorosi protocolli di sicurezza e garantendo il solo servizio al tavolo, oggi si ritiene che il problema sia l’utilizzo degli spazi interni. Noi siamo esausti di pagare colpe non nostre, come la lentezza della campagna di vaccinazione e l’impossibilità di controllare il territorio punendo comportamenti scorretti. Se il 15 maggio il Governo ha preso l’impegno di vaccinare tutti gli over 70 di questo Paese, riteniamo giusto che prenda anche l’impegno a riaprire le attività all’interno a pranzo e a cena applicando i rigorosi protocolli già approvati".

Per il presidente di Fipe Confcommercio, "il coprifuoco alle 22 addirittura fino al 31 luglio è scientificamente e socialmente incomprensibile e incoerente con le finalità che si propone: comprime orari e favorisce comportamenti disordinati e opposti. Siamo esasperati dal ritardo nel comunicare nel dettaglio le misure compensative più volte annunciate. Le chiusure devono essere accompagnate da sostegni equi, come peraltro suggerito dalla stessa Banca d’Italia nelle audizioni parlamentari. I dichiarati giusti propositi di attivare ristori perequativi, progressivi, selettivi e proporzionati ai danni devono trovare riscontro immediato nei provvedimenti di politica economica del Governo. Chi è stato maggiormente penalizzato deve essere maggiormente sostenuto".

"Il settore dei Pubblici Esercizi, elemento fondante dell’identità ed attrattività dell’Italia – conclude il presidente - sta morendo. Abbiamo già pagato con oltre 22mila imprese chiuse nel 2020, la perdita di 250mila posti di lavoro e ingentissimi danni economici. Oltre al disagio sociale e agli effetti a catena che questo comporta, si sta disperdendo un patrimonio di conoscenze e competenze, di grande valore per il Paese".

"La conferma del coprifuoco dalle 22.00 fino ad estate inoltrata non è solo un problema di fruibilità dei servizi serali dei pubblici esercizi, ma rappresenta un irreparabile danno per l’attrattività del Paese soprattutto in termini turistici - fa eco il direttore di Ascom-Confcommercio, Alberto Zattini -. Alle porte della stagione estiva un simile messaggio è devastante: già questa mattina i grandi giornali esteri riportano questa notizia a tutta pagina e già i tour operator stanno dirottando i flussi turistici verso diverse destinazioni. E’ inutile fare scostamenti di bilancio e decreti di sostegno quando poi con una improvvida decisione come questa si creano danni di decine di miliardi. Per non parlare poi delle tensioni sociali che un simile provvedimento comporterà. E’ già sotto gli occhi di tutti la difficoltà da parte delle autorità preposte di gestire questa situazione, figuriamoci cosa potrà accadere con l’aumento delle temperature e l’allungarsi delle giornate” 

Confcommercio Forlì, conclude Zattini, "chiede con forza l’immediata modifica del provvedimento individuando in una logica di progressività l’inizio del coprifuoco dalle ore 23. arrivando con il passare delle settimane e con l’auspicato calo del contagio alle 24 e poi alla definitiva cancellazione della restrizione. Attendiamo la pubblicazione del decreto per commentare più puntualmente le nuove norme, anche se dall’esame delle bozze pare ci siano moltissimi dubbi interpretativi che speriamo saranno al più presto chiariti".

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