Decreto Cura Italia: le misure a tutela del precariato e dei lavoratori atipici

"Per i co.co.co. sarebbe stato più idoneo l’utilizzo della cassa integrazione in deroga", evidenzia Savini

Il 17 marzo è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Cura Italia che introduce numerose misure di sostegno al reddito rivolte ai lavoratori più deboli: interinali, lavoratori autonomi, collaboratori, e, per la prima volta volta in assoluto, collaboratori sportivi. "Relativamente ai lavoratori assunti dalle agenzie di somministrazione il legislatore è intervenuto per sostenere il Fondo di Solidarietà del settore, prevedendo l’accesso alla cassa integrazione in deroga in caso di esaurimento delle risorse accantonate dal fondo - premette Serena Savini, segretaria del Nidil Cgil -. Anche a questi lavoratori sarà inoltre riconosciuto un premio di 100 euro per il mese di marzo destinato a coloro che hanno continuato a recarsi al lavoro".

"A tutti i liberi professionisti titolari di partita iva o di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, agli iscritti alle gestioni speciali dell’Ago (casse commercianti ed artigiani), ai lavoratori autonomi iscritti Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo (ex Enpals) ed ai collaboratori sportivi, viene introdotto il riconoscimento di un importo di 600 euro a titolo di compenso per il mese di marzo 2020 - continua Savini -. Nei prossimi giorni verranno individuate le modalità con cui inviare le richieste. Ai lavoratori autonomi ed ai collaboratori iscritti alla gestione separata Inps viene estesa anche la possibilità, così come per i lavoratori subordinati, di ricorrere al congedo parentale di 15 giorni retribuito al 50% (calcolata sulla base della retribuzione media giornaliera)".

"Giudichiamo positivamente l’introduzione di queste misure, fortemente richieste da NIdiL CGIL nei giorni scorsi, che segnano indubbiamente un primo passo in avanti dal punto di vista culturale e politico verso il riconoscimento di misure di sostegno al reddito anche ai lavoratori autonomi ed ai collaboratori, categorie che sino ad oggi erano sempre state escluse dagli ammortizzatori sociali - continua Savini -. Tuttavia continuiamo ad avere perplessità circa il carattere generalista della misura, la quale si rivolge ad una platea molto vasta di lavoratori, tanto da risultare non capace di sostenere adeguatamente tutta quella parte del lavoro autonomo fortemente penalizzata dall’emergenza determinatasi nel Paese. Ancora dubbi sulla copertura ai professionisti con p.iva iscritti agli ordini professionali che ad oggi sembrerebbero esclusi".

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"Riteniamo inoltre che per i co.co.co. sarebbe stato più idoneo l’utilizzo della cassa integrazione in deroga - prosegue Savini -. Infine giudichiamo negativamente l’esclusione dei collaboratori occasionali (tra i quali rientrano la gran parte dei riders), con reddito al di sotto dei 5 mila euro all’anno, il cui lavoro molto spesso non è realmente connotato dall’occasionalità e che riteniamo dover essere destinatari delle risorse del fondo per reddito di ultima istanza previsto dal Decreto, di cui ad oggi siamo in attesa di chiarimenti dal Ministero del Lavoro circa criteri e modalità di erogazione. Per informazioni contattateci al telefono 053453711/453750 o scriveteci alla mail fo.nidil@er.cgil.it".

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