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Dometic Italy, il rammarico dei sindacati: "Nessun passo in avanti"

"Nessun passo in avanti nell'incontro in Provincia" sulla vertenza relativa alla Dometic Italy. Fim, Fiom e Uilm esternano tutto il loro disappunto dopo il tavolo riunitosi martedì pomeriggio

"Nessun passo in avanti nell'incontro in Provincia" sulla vertenza relativa alla Dometic Italy. Fim, Fiom e Uilm esternano tutto il loro disappunto dopo il tavolo riunitosi martedì pomeriggio. L'azienda, evidenziano i sindacati, "ha ribadito la decisione della proprietà svedese di cessare la produzione nello stabilimento di Forlì senza accettare il negoziato proposto da Fim, Fiom e Uilm e dalla Rsu, e sostenuto anche dalle Istituzioni locali, che prevedeva il mantenimento a Forlì di una quantità di pezzi (tra condizionatori e generatori) necessari per utilizzare i contratti di solidarietà al fine di evitare licenziamenti".

"Per l’ennesima volta la multinazionale non si è resa disponibile a confrontarsi sul piano proposto dai lavoratori come alternativa alle conseguenze sociali di una decisione industrialmente oltre che socialmente inaccettabile - sottolineano i sindacati -. L’azienda ha anche annunciato che, frutto dell’operazione di tagli e chiusure in Italia, si prevedono 45 esuberi su poco più di 70 lavoratori e che si prevede il licenziamento di tutti gli operai, tutti gli impiegati riferiti alla produzione, tutti i magazzinieri più ulteriori figure. Solo se il sindacato si fosse reso disponibile ad entrare nella logica dell’operazione si sarebbero potuti ridurre di 7 unità tali dimensioni di licenziamenti, andando a 38 esuberi".

I sindacati ritengono "gravissime le affermazioni dell’impresa che presenta come immodificabili decisioni assunte al di fuori di ogni negoziazione e condivisione e che cancellano dall’Italia produzioni profittevoli e industrialmente sostenibili". Inoltre chiedono "di aprire un negoziato vero con una delegazione della multinazionale che possa prendere decisioni anche sul merito delle scelte e discutere il proprio piano strategico, perché riteniamo sia una follia pura trasferire fuori dall’Europa i condizionatori prodotti per i costruttori di camper che si trovano proprio in Europa occidentale".

Tra le richieste anche "che tale incontro sia fissato al più presto e che l’impresa nel frattempo non proceda con iniziative unilaterali, come l’apertura formale della procedura di mobilità, perché in tal caso la situazione precipiterebbe e la risposta dei lavoratori sarebbe immediata e durissima. E’ stato importante che anche Comune e Provincia, nelle persone degli assessori Maltoni e Merloni, abbiano richiesto all’impresa di avviare una trattativa vera sul futuro industriale del sito di Forlì senza atti unilaterali in queste settimane".

Fim, Fiom e Uilm hanno annunciato che mercoledì "Comune e Provincia di Forlì scriveranno alla proprietà svedese. Entro lunedì prossimo, 22 luglio, l’avvocato dell’azienda informerà le Organizzazioni Sindacali e le Istituzioni della decisione della multinazionale. Appena ricevuta l’informazione i sindacati decideranno insieme ai lavoratori come procedere nella vertenza".

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