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Dometic italy, continua la mobilitazione. Martedì nuovo presidio in Provincia

L'assemblea pubblica che si è svolta nella serata di giovedì, davanti allo stabilimento Dometic di via Virgilio, ha rilanciato la mobilitazione dei lavoratori dell'azienda in lotta contro le scelte della multinazionale svedese

L’assemblea pubblica che si è svolta nella serata di giovedì, davanti allo stabilimento Dometic di via Virgilio, ha rilanciato la mobilitazione dei lavoratori dell’azienda in lotta contro le scelte della multinazionale svedese, che intende spostare l’intera produzione di condizionatori per camper in Cina. “I lavoratori della Dometic Italy nel corso dell’assemblea di ieri hanno raccolto la solidarietà concreta dei delegati e delle delegate di tutte le più importanti aziende metalmeccaniche di Forlì”, scrivono i sindacati.

“L’intervento di Stefano Zoli (FIOM Emilia Romagna e coordinatore nazionale per il Gruppo Electrolux) ha inquadrato la vertenza della Dometic Italy nel più generale scenario di disimpegno dal nostro paese da parte delle multinazionali, rilanciando la piattaforma FIM FIOM UILM per la difesa del settore dell’elettrodomestico in Italia (secondo settore per numero di addetti dopo quello dell’automotive)”. Per le Istiuzioni locali era presente all’assemblea Maria Maltoni del Comune di Forlì e per le forze politiche sono intervenuti per sostenere la lotta dei lavoratori Monica Donini (consigliere regionale di Rifondazione Comunista) e Renzo Rivalta (Sinistra Ecologia e Libertà di Forlì).

Paride Amanti (segretario generale della CGIL di Forlì) ha concluso l’assemblea a nome di CGIL CISL UIL ricordando a tutti “che la vertenza della Dometic è uno spartiacque per l’intero territorio: non si può accettare che un’impresa che produce utili chiuda e licenzi i lavoratori in produzione”. FIM FIOM UILM e la RSU, in vista dell’incontro fissato martedì prossimo alle15.30 in Provincia, hanno deciso di scrivere a tutti i produttori italiani di camper “per segnalare la gravità di una scelta che rischia di impoverire anche la qualità dei prodotti e all’ambasciatrice svedese in Italia. Il comportamento tenuto dalla multinazionale, annunciare la chiusura senza alcun fondamento economico e alcuna spiegazione razionale, evitare di prendere in considerazione le controproposte delle Organizzazioni Sindacali e delle Istituzioni locali, teorizzare i “licenziamenti preventivi”,  appare infatti indegno di un paese civile. Per questo chiediamo un intervento all’ambasciatrice svedese nei confronti dell’impresa. La nostra lotta va avanti”.

Martedì 16 luglio, per consentire a tutti i lavoratori di partecipare al presidio davanti alla Provincia, sono proclamate 4 ore di sciopero a fine di ogni turno di lavoro.

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