Dometic Italy, Rifondazione Comunista: "Va fermata"

Un’altra azienda del comprensorio forlivese, la Dometic Italy, lascia il nostro territorio per inseguire un profitto più elevato. Sebbene l’azienda sia sana, la produttività ottima, i prodotti apprezzati dal mercato europeo...

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ForlìToday

Un’altra azienda del comprensorio forlivese, la Dometic Italy, lascia il nostro territorio per inseguire un profitto più elevato. Sebbene l’azienda sia sana, la produttività ottima, i prodotti apprezzati dal mercato europeo, i profitti assicurati, l’azienda, non tenendo in minimo conto le ricadute sulla vita dei lavoratori e del territorio forlivese, si sposta in Cina per aumentare i guadagni.  Questa situazione non è più tollerabile. La colpa, è evidente, non è certo degli operai cinesi pagati di meno, ma del funzionamento del sistema capitalistico, che trasforma in merce qualsiasi cosa, a cominciare dalle persone. Per cambiare veramente la situazione sarebbe necessario rompere il dominio del Capitale sulle persone e sulla natura, ma nell’immediato senza fermarci agli auspici, come Partito abbiamo presentato all’Assemblea Legislativa dell’Emilia Romagna, già nel 2010, un progetto di legge per limitare, almeno in ambito locale, le delocalizzazioni (www.e-rossa.org/?p=50).

La proposta mira a sostenere il mondo del lavoro all'interno di una fase recessiva in cui la maggiore minaccia è data dalla propensione del ceto imprenditoriale ad abbattere i costi di produzione attraverso lo spostamento fisico degli impianti nei paesi cosiddetti “emergenti”. Per impedire tale deriva, riteniamo indispensabile imporre alle imprese che delocalizzano la restituzione dei finanziamenti ricevuti dalla Regione, ente che sovraintende anche all'utilizzo dei fondi comunitari. Nel provvedimento da noi proposto è prevista l'istituzione dei “contratti d'insediamento”; si tratta di uno strumento di definizione degli accordi fra pubblico e privato finalizzato a riconoscere incentivi economici a quelle realtà che, fermo restando il mantenimento dei livelli occupazionali, si impegnino a stabilizzare i rapporti di lavoro in un arco di tempo predeterminato ed a non delocalizzare per almeno 25 anni dal momento dell’erogazione dei contributi, sanzionando anche in questo caso la violazione dell'accordo con la restituzione dei finanziamenti ricevuti.

Vincolare i contributi pubblici alle imprese alla loro permanenza nel territorio significa dunque fare in modo che i soldi dei cittadini contribuiscano realmente alla ricchezza di tutti; allo stesso tempo significa impedire che il prezzo della crisi lo continuino a pagare i lavoratori, che vedono non solo diminuire il loro salario reale, ma vengono anche privati della possibilità di difendersi dalle inadempienze della dirigenza, di concorrere nella corretta gestione delle attività produttive, di decidere le proprie rappresentanze. L'iter istituzionale della legge, a causa degli interessi in gioco, sta incontrando numerosi ostacoli, per questo occorre chiamare a raccolta tutte le forze sociali del lavoro e far pressioni sui Consiglieri Regionali, di destra e di sinistra, affinché la legge veda al più presto la luce. Intanto, invitiamo tutti i cittadini di Forli, perché il tema riguarda tutta la comunità forlivese, a mobilitarsi e a venire, domani, a partire dalle ore 16.30, davanti allo stabilimento di via Virgilio, perché l’iniziativa della Dometic Italy va bloccata sul nascere.  

Nicola Candido
Segretario PRC fed. Forli

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