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Economia ferma: le imprese non investono sull'innovazione

Si è svolto alla Camera di Commercio di Forlì-Cesena, venerdì, l'incontro di presentazione del "Rapporto 2012 sull'innovazione nella provincia di Forlì-Cesena - Scenari di business per le imprese e indicazioni di intervento per le policy locali"

Si è svolto alla Camera di Commercio di Forlì-Cesena, venerdì, l’incontro di presentazione del “Rapporto 2012 sull’innovazione nella provincia di Forlì-Cesena - Scenari di business per le imprese e indicazioni di intervento per le policy locali”. E’ questa la 4° edizione del Rapporto che procede all’analisi del fenomeno “innovazione”, elemento determinante per lo sviluppo futuro, attraverso lo studio di indicatori riferiti a 6 diverse tematiche di attualità: conoscenza e mutamenti demografici e sociali, portata ed impatti sul sistema imprenditoriale, crisi economico-fiananziaria, infrastrutture digitali, territorio e impatto ambientale, benessere e qualità della vita.

Questi indicatori provengono da varie fonti, fra le quali alcune raccolte e sistematizzate in SIMET (il Sistema Integrato di Monitoraggio dell’Economia del Territorio) e l’Osservatorio Innovazione Unioncamere Emilia-Romagna. Di sicuro interesse anche il focus dell’indagine 2012 sulla banda larga a livello provinciale, contenuto nel report. Gli interventi di Alberto Zambianchi, Presidente della Camera di Commercio di Forlì-Cesena, di Valerio Vanelli, curatore del Rapporto e dell'analisi dei dati e di Luca Valli, Direttore Azienda Speciale CISE, hanno evidenziato i punti di forza e le criticità del nostro sistema in relazione al tema. Quanto emerso a livello locale è poi messo in comparazione con gli indici di riferimento regionali, nazionali ed internazionali dell’EIS (European Innovation Scoreboard)/ IUS (Innovation Union Scoreboard).

“Premesso che l’innovazione di processo e di prodotto (soprattutto quello di prodotto) – dichiara Alberto Zambianchi, Presidente della Camera di Commercio di Forlì-Cesena – rappresenta la via maestra per uscire dalla crisi, per poter innovare occorre fare investimenti e purtroppo anche questo Rapporto ci evidenzia che nel 2012 gli investimenti sono calati, ne consegue, quindi, che la nostra provincia non sta recuperando quel gap di competitività che la penalizza nei confronti di altri territori della regione. Fra le poche note positive il fatto che il calo degli investimenti sia minore che altrove che le imprese del campione dimostrino una maggiore capacità di rispondere alla “sfida del green” e, infine, che sappiano operare scelte strategiche centrate acquistando nuovi macchinari e attrezzature tali da aumentare la competitività aziendale”.

“Questo report – aggiunge Luca Valli, Direttore CISE – mette ulteriormente in evidenza quanto sia elevato ed urgente il bisogno di sostenere i processi di innovazione nelle imprese del territorio. Se è vero – come è vero – che l'innovazione ci serve per combattere la crisi attraverso l'incremento della capacità competitiva, non si può non essere preoccupati dal rallentamento degli investimenti in innovazione riscontrato nell'ultimo triennio. Oltre a questo fenomeno, allarmante soprattutto per la sua valenza prospettica, il rapporto fornisce anche indicazioni utili alle istituzioni del territorio su dove – secondo il parere delle imprese – concentrare maggiormente gli sforzi: sostenibilità e qualità della vita in primis.”


NOTE SINTETICHE RELATIVE AL RAPPORTO 2012 SULL’INNOVAZIONE NELLA PROVINCIA DI FORLI’-CESENA

L’indagine è stata realizzata mediante un questionario strutturato (utilizzato per la prima volta nel 2006 e nel corso degli anni integrato e arricchito), sottoposto fra marzo e giugno 2012 a un campione di 1.572 imprese emiliano-romagnole e di 189 imprese della provincia di Forlì-Cesena.
Il campione vede una netta prevalenza di imprese di piccole dimensioni. I settori economici maggiormente rappresentati sono: la meccanica (17,6% dei casi), la metallurgia (21,3%), il tessile/moda (16,5%), l’agro-alimentare (13,3%) e l’altro manifatturiero (28,6%).
Numerose le variabili di sfondo utilizzate per caratterizzare al meglio il contesto: dotazione tecnologica delle imprese, connessione internet, ecc. ed anche giudizio delle imprese sull’andamento degli ultimi tre anni rispetto a quattro dimensioni fondamentali:
fatturato: situazione più critica, con oltre il 43,2% delle imprese interpellate che indica una flessione, contro comunque il 50,4% della media regionale;
investimenti: situazione decisamente meno negativa (prevale la stabilità col 54,1% delle imprese che è riuscita a mantenere i livelli degli ultimi 3 anni), in linea con la media regionale;
occupazione: più di due terzi (67,6%) delle imprese del campione provinciale sono riuscite negli ultimi tre anni a mantenere interamente la propria dotazione di personale;
esportazioni: elevata stabilità e miglioramento per quasi un quarto delle imprese del campione provinciale (23,6%), contro un terzo dei casi del campione regionale (32,7%).

La localizzazione dei principali clienti delle imprese coinvolte nell’indagine fornisce un’importante indicazione del loro grado di apertura verso l’esterno e, dunque, di internazionalizzazione e di capacità di penetrazione nel mercato globale. La percentuale di imprese che mostrano un grado di “apertura a valle” significativo è pari al 6,9%, in flessione di più di 12 punti percentuali rispetto alla passata rilevazione (19%) e inferiore di più di 2 punti percentuali rispetto alla media regionale (9,1%). La propensione all’apertura cresce all’aumentare delle dimensioni aziendali ed è più marcata per le imprese della meccanica (macchine e apparecchi meccanici, apparecchi elettrici, autoveicoli, ecc.).

Gli obiettivi raggiungibili attraverso l’innovazione
Come principale obiettivo dell’innovazione, le imprese di Forlì-Cesena hanno individuato la diminuzione dei costi (37,0%), in linea col dato rilevato sul campione regionale, dato che comunque fa registrare un valore inferiore di 11 punti percentuali; segue l’aumento di produttività (35,4%).

Gli ambiti di ricerca ritenuti rilevanti per la competitività
L’ambito verso cui le imprese interpellate guardano con maggiore attenzione, al fine di migliorare la propria performance competitiva, è quello dei materiali (52,9%). Seguono l’informatica (47,7%) e l’energia (39,5%) (riduzione dei consumi energetici, efficienza energetica di impianti ed edifici, fonti di energia rinnovabili).

Gli investimenti previsti per il futuro
I fattori sui quali le aziende più di frequente dichiarano di voler investire è la formazione del personale interno (44,8% contro il 30,4% del campione regionale), il miglioramento dei processi di produzione (37,0% contro il 34,8% che la rende la più indicata dal campione regionale). Seguono sviluppo di nuovi prodotti e razionalizzazione/risparmio energetico processi produttivi.

L’effettiva portata dell’innovazione nell’ultimo triennio
Nell’ultimo triennio il 65,6% delle imprese intervistate a Forlì-Cesena dichiara di non avere introdotto alcuna innovazione in azienda, mentre a livello regionale le imprese sono il 58,0% dei rispondenti, facendo registrare ben 6,6 punti percentuali di differenza.
Poco più dell’11% dei casi ha invece introdotto innovazioni di prodotto di tipo incrementale; il 15% ha introdotto innovazioni di processo (contro il 14,2% della media regionale), sempre di tipo incrementale.
Innovazioni radicali hanno riguardato una quota minore di casi: il 4,2% delle imprese di Forlì-Cesena ha introdotto l’innovazione più pregiata (di prodotto radicale) e il 3,7% innovazioni radicali di processo.
L’innovazione è stata generata principalmente all’interno dell’azienda.
I segmenti di imprese meno propense all’innovazione, a livello provinciale, in maniera più marcata rispetto a quello regionale, sono: le piccole del sistema moda, il manifatturiero tradizionale e quelle con minore “apertura a valle”.

Gli investimenti realizzati
Poco più del 14% delle aziende di Forlì-Cesena, contro quasi l’11% a livello regionale, ha proceduto all’acquisto di nuovi macchinari e attrezzature.
L’acquisto di nuovo software (9,0%, il doppio rispetto alla media regionale) e l’acquisto di nuovo hardware (6,9%) rappresentano le aree su cui si sono concentrati gli interventi.

Gli ostacoli all’innovazione
Fatta una premessa di carattere generale sulle attuali difficoltà di accesso al credito, ciò che sembra accomunare le dichiarazione della quasi totalità delle imprese interpellate è il giudizio in merito all’eccessiva pressione fiscale come principale ostacolo all’innovazione aziendale (70,8% dei casi sul campione provinciale).
Secondo principale ostacolo all’innovazione è il rischio d’impresa percepito come troppo elevato, in particolare dalla piccola impresa. Come terzo elemento frenante i processi di innovazione vengono poi segnalate le difficoltà a livello di strategie di mercato (difficoltà a comprendere il mercato e il settore, concorrenza di grandi imprese leader nel comparto, ecc.).

I benefici dell’innovazione introdotta
Il principale beneficio dell’innovazione è stato individuato dalle imprese nel miglioramento della qualità dei prodotti/servizi (44,6%), mentre al secondo posto si trova il miglioramento del risultato economico (33,8%).
Più del 32% del campione forlivese-cesenate ritiene che le innovazioni introdotte in azienda abbiano portato a benefici anche per la collettività e per il territorio di riferimento. Queste ricadute positive possono essere ricondotte a due macro-aree. La più rilevante riguarda l’impatto ambientale (riduzione delle emissioni inquinanti, dei consumi di energia, più efficienza per lo stoccaggio e lo smaltimento dei rifiuti, ecc.); una seconda area è relativa alle ricadute socio-economiche per il territorio, innanzitutto in termini occupazionali.

Banda larga e servizi via web utilizzati dalle imprese
Fra i servizi e le funzioni messi a disposizione dall’evoluzione delle Ict, quello maggiormente utilizzato, o di cui se ne prevede l’introduzione in azienda nei prossimi 12 mesi, dalle imprese del campione provinciale è l’e-banking (70,4%), seguito dalla digitalizzazione dei documenti (61,1%).

Banda larga e potenziali ambiti di sviluppo
Per quanto risulti un’effettiva sottovalutazione delle potenzialità degli strumenti utilizzabili dalla disponibilità della banda ultra larga, le funzioni e le attività a cui le imprese di Forlì-Cesena sarebbero potenzialmente interessate e da cui ritengono che potrebbero trarre vantaggio, nel momento in cui fosse disponibile tale collegamento, sono principalmente: navigare su internet (24,3%) e gestire la posta elettronica (13,8%).

Impatto ambientale e intensità energetica del Pil
Il rapporto tra Prodotto Interno Lordo e consumi di energia elettrica evidenzia un dato provinciale (6,65 Euro/kWh) superiore sia a quello regionale (5,09 Euro/kWh), che a quello medio nazionale (5,01 Euro/kWh); questo dimostra che a livello provinciale si utilizza meno energia per unità di prodotto, rispettando così i requisiti di sostenibilità ed efficienza.

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