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Il settore edile è la zavorra dell'economia della provincia

Dalla Camera di Commercio di Forlì-Cesena i dati sull'andamento dell'economia nel 2011. Stabile la consistenza del tessuto imprenditoriale. Criticità per agricoltura, edilizia e trasporti.

La Camera di Commercio di Forlì-Cesena fotografa la situazione economica provinciale nei primi mesi del 2011. In sintesi, i dati evidenziano il perdurare di difficoltà diffuse nei vari settori; fra i pochi elementi incoraggianti il positivo andamento dell’export e i segnali di miglioramento delle imprese manifatturiere rilevati a partire dal secondo trimestre 2010.
Il tessuto imprenditoriale al 31 agosto 2011 risulta stabile nel suo complesso con una variazione del -0,03% nella consistenza delle imprese attive rispetto l’anno precedente.

Attività manifatturiere. I dati confermano la tendenza positiva di fatturato e produzione (produzione:+6,8% nella media degli ultimi 12 mesi rispetto i 12 precedenti), sostenuta più dalla domanda interna che da quella estera. Le previsioni degli imprenditori tuttavia sono improntate a grande cautela. Il prospetto conferma che mentre per le imprese di grandi dimensioni ci sono segnali di ripresa, la condizione è diversa per quelle più piccole che continuano a soffrire.

I settori in aumento sono quelli delle calzature, della chimica e della plastica e i prodotti in metallo. Quelli invece in diminuzione sono i mobili e il legno che è strettamente legato all’edilizia.
Edilizia e costruzioni. Tutti segni meno nel volume d’affari di questo comparto. Con riferimento al secondo trimestre 2011, risulta in calo del 2,6% nella media degli ultimi 12 mesi rispetto ai 12 precedenti. La metà degli imprenditori si aspettano un terzo trimestre in diminuzione. Le imprese del settore sono 6744 - di cui 4500 senza dipendenti - e, in totale, la crescita del settore nella provincia è a zero in linea con quella generale dell’Emilia Romagna che è allo 0,1%.

Situazione di criticità nel comparto agricolo, specialmente per la frutticoltura, dove si è registrata in questi ultimi mesi una pesante flessione dei prezzi. I prodotti più colpiti sono le pesche ma anche quelli legati alla vendemmia. Infatti le condizioni atmosferiche hanno reso meno appetibili i prodotti coltivati in collina.
In calo dello 0,4%, nel secondo trimestre 2011, le vendite del commercio al dettaglio rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno; maggiori difficoltà si registrano per la piccola distribuzione (-3,5%) rispetto alla media e alla grande distribuzione. In crescita dello 0,8% il volume d’affari del commercio all’ingrosso rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno.

In aumento, da gennaio a giugno 2011, importazioni ed esportazioni, le prime (+18,4%) ad un ritmo più sostenuto delle seconde (+12,9%), rispetto ad analogo periodo 2010. La provincia qui è cinque punti percentuali sotto la media regionale. Secondo il presidente dell’ente camerale Alberto Zambianchi ciò è dovuto anche al fatto che le imprese del territorio producono elementi che poi esportano altri. I macchinari (agricoli, utensili ecc..)  sono i più commerciati all’estero mentre i mercati “da mungere” sono nella zona euro ma sono in forte crescita anche quelli extra Unione Europea.

Per quanto riguarda il lavoro, i dati del Centro per l’Impiego rilevano un aumento dell’8,8% dei disoccupati al 30 giugno 2011. Nel periodo gennaio–giugno 2011, rispetto ad analogo periodo 2010, in calo sono la Cassa Integrazione Ordinaria (-66%) e in Deroga (-41,2%). Considerevole aumento della Cassa Integrazione Straordinaria (+133,3%). I principali settori interessati sono meccanica, legno, commercio, edilizia.

Banche e accessibilità al credito sono tra i protagonisti dell’economia del territorio. Secondo quanto si legge nella nota della Camera di Commercio i prestiti vivi alle imprese sono in crescita  - rispetto lo stesso periodo dell’anno precedente - del 2,6% (costituiscono il 74% sul totale dei prestiti), i depositi sono in calo sia per le famiglie sia per le imprese (rispettivamente -3,9% e -1,9%; depositi famiglie 68%, depositi imprese 29% del totale). Le sofferenze sui prestiti totali sono state pari al 5,6% (Emilia-Romagna 5%, Italia 5,5%). Questa voce merita una ulteriore suddivisione.

Le sofferenze delle famiglie della provincia sono sotto i valori di Regione (+43,4%) e Italia (+48,2%) ma per le imprese la situazione è capovolta: +106% in provincia contro i +39 della Regione e i +41% a livello nazionale. L’ente camerale assicura che il territorio di Forlì-Cesena ha comunque alle spalle una storia fatta di “solvibilità decennale”.
“Sulla base dei dati di questi mesi 2011, non posso non rilevare – dichiara Alberto Zambianchi –  come la complessità della situazione economica nazionale ed internazionale determini anche a livello locale condizioni di difficoltà che rendono lo scenario quanto mai incerto e le prospettive non ben definite”.

L’Osservatorio Congiunturale è consultabile all’indirizzo: www.fc.camcom.it, area Informazione economico statistica/ Osservatorio Congiunturale

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