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Edilizia, "il fattore tempo è determinante per salvare il settore". L'agenda degli industriali

A seguito dell’Incontro a Porte Chiuse svoltosi lo scorso 11 marzo a Forlì, ed organizzato dal presidente del Collegio Costruttori di Unindustria, Fabio Toni, gli associati hanno indicato una agenda relativa alle esigenze del settore

A seguito dell’Incontro a Porte Chiuse svoltosi lo scorso 11 marzo a Forlì, ed organizzato dal presidente del Collegio Costruttori di Unindustria, Fabio Toni, gli associati hanno indicato una agenda relativa alle esigenze del settore. A conclusione dei lavori il Presidente Toni ha ricordato che il fattore tempo è determinante per salvare ciò che resta di una settore economico importante e storicamente traino per tutta l’economia come il comparto delle Costruzioni.

In Emilia Romagna dal 2008 -30% investimenti, permessi di costruire da 2005 a 2011 -77%. Negli ultimi 5 anni persi 34.000 posti di lavoro e nel solo 2013 perse 2400 imprese.

L'AGENDA

Fisco

Occorre rivedere globalmente l’imposizione fiscale, una tassazione eccessiva deprime i consumi e innesca un calo della fiducia nei clienti/consumatori. L’accanimento sul “bene-casa” è stato eccessivo, e la continua incertezza ha ingenerato confusione, tale da rinviare gli investimenti. Serve una riduzione del costo del lavoro, riducendo l’IRAP, o almeno depurandola dalla componente lavoro, e la parificazione delle aliquote INPS di Cassa Integrazione, nelle quali l’edilizia paga molto più degli altri settori.

Credito

Le banche per anni si sono esposte in maniera ingente sul settore immobiliare, anche foraggiando operatori improvvisati e contribuendo a drogare il mercato. Il conto non può essere pagato ora dalle imprese che generano lavoro e occupazione. Necessita almeno una distinzione tra imprese di costruzione e immobiliari. E’ il momento di riversare sull’economia reale parte dell’ammontare di denaro messo a disposizione dalla BCE. Senza credito non c’è via d’uscita. Occorre rivolgere il timone anche verso nuove forme di finanziamento (ad es. leasing residenziale)

Semplificazione burocratica e giustizia

La burocrazia è un costo occulto rilevantissimo, crea uno spreco di risorse e di tempo, per di più implica controlli formali e non sostanziali. Bisogna riorganizzare seriamente tutto l’apparato burocratico, con obiettivi chiari di trasparenza ed efficienza, tempi certi e brevi, compatibili

con i ritmi dell’economia reale. Nel nostro Paese ci sono troppe leggi e nessuna certezza: anzi, la certezza dell’incertezza. Norme che si sovrappongo e che sono eccessivamente interpretabili producono un immobilismo dei burocrati pubblici imbarazzante. Un sistema di giustizia inefficiente deprime l’economia. Chi investe in un territorio dove il più furbo vince o dove tergiversando è possibile “farla franca”?

Pagamenti P.A.

Lo Stato richiede puntualità nel versamento di imposte e tributi, ma è un pessimo pagatore. Molte imprese falliscono per crediti verso le P.A. e non per debiti. Serve una reale volontà politica di pagare i debiti, questo darebbe un grande respiro al nostro settore, e consentirebbe un alleggerimento dei carichi presso le banche da parte delle imprese di costruzione. Le aziende sono sempre più anche finanziatrici delle Opere Pubbliche. Occorre estendere al settore delle costruzioni i vincoli imposti dalle normative Europee che prevedono pagamenti pubblici a 30/60 giorni.

Attrattività

Occorre sapere attirare gli investimenti ed i capitali disponibili: serve saper porre meno ostacoli all’attività di impresa, controlli seri e tempi certi. L’impresa genera occupazione e ricchezza per il territorio in cui si insedia: crearvi ostacoli ad arte, spesso solo per preconcetti penalizza il territorio. Non c’è sviluppo, non c’è ripresa, non c’è lavoro senza imprese.

Urbanistica

E’ indifferibile l’adozione di nuovi sistemi di pianificazione flessibili, snelli, con tempi rapidi di adeguamento al mondo che cambia. E’ impensabile mantenere una pianificazione ventennale: l’orizzonte di riferimento muta nell’arco di pochi mesi. Servono regolamenti unificati, semplici, chiari, leggibili, non interpretabili.

Riqualificazione

E’ necessario un serio progetto per riqualificare le città, i centri storici, le 3 periferie, le aree industriali dismesse. Tutto ciò produce lavoro, ricchezza, benessere. E’ necessario scrollarsi di dosso alcuni dogmi che storicamente ci portiamo dietro, soprattutto nei nostri territori: un parcheggio sotto la piazza –ad esempio- è visto come una provocazione, in tutto il mondo è normale e favorisce l’afflusso delle persone, incoraggia le attività economiche e commerciali. Per realizzare tutto ciò è necessario un sistema che incentivi i cittadini e le imprese a muoversi in questa direzione (scambio di cubature, variazione di destinazione d’uso…)

Infrastrutture-Edilizia Scolastica

Serve una rete infrastrutturale moderna e funzionante, per garantire mobilità sostenibile e sviluppo del territorio. Un territorio che non pianifica non è più attrattivo: serve capacità di movimentare merci e persone in modo facile, economico, tempestivo, con la combinazione di diversi sistemi (gomma, rotaia, acqua….). Dobbiamo almeno cercare di mantenere in buone condizioni il patrimonio infrastrutturale esistente. Una grande parte di istituti scolastici versa in condizioni critiche, a volte persino pericolose per chi le frequenta. E’ necessario un programma di adeguamento rapido e funzionale, con materiali eco-compatibili, affinchè quegli ambienti siano luoghi di crescita sani e sicuri.

Rischio idraulico-idrogeologico

Anche la Romagna, come molti altri territori del Paese è particolarmente vulnerabile sotto questi aspetti, relativamente ai quali ormai si rinvia ogni intervento persino di manutenzione ordinaria, salvo dover poi inseguire i problemi dopo che si sono verificati e spendendo 3 o 4 volte tanto. Serve un piano di manutenzioni ordinarie che metta e mantenga in sicurezza i pendii delle montagne e gli argini dei fiumi.

Qualificazione del settore-Selezione delle imprese

Va posto un argine all’improvvisazione che regna nell’edilizia, dove chiunque può diventare costruttore con la sola iscrizione alla Camera di Commercio. E’ più difficile vendere pizze che costruire case! Occorre rivedere anche l’impostazione della qualificazione nel settore pubblico, l’attestazione Soa è troppo spesso diventata merce di scambio, requisito acquistabile più che realmente dimostrabile è ciò è a discapito delle imprese serie. Negli appalti pubblici serve un coscienzioso utilizzo della selezione delle offerte, amministratori poco avveduti puntano solo al ribasso di prezzo con problemi sotto gli occhi di tutti, quando l’aggiudicatario è un operatore poco serio. L’Offerta Economicamente Più Vantaggiosa non può essere una sorta di massimo ribasso occulto: i punteggi tecnici devono essere assegnati totalmente alla migliore offerta tecnica (come per il prezzo) e riparametrati per le successive.

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