Edilizia, l'appello di Ance: "Stop alla norma iniqua contenuta nel decreto fiscale"

"Una norma iniqua che non serve a combattere i furbi ed i disonesti e invece penalizza tutte le imprese sane senza che lo stato abbia alcun vantaggio", spiega Franco Sassi, presidente Ance Forlì-Cesena

Appello del presidente dell’Ance Forlì-Cesena, Franco Sassi, ai parlamentari del territorio di Forlì-Cesena, Carlo Ugo De Girolamo, Marco Di Maio, Jacopo Morrone, Simona Vietina ed al prefetto, Antonio Corona, per richiamare la loro attenzione sulla gravità degli effetti che produrrebbe, per le imprese di costruzione del territorio, l’adempimento previsto dal Decreto legge fiscale: il versamento, in capo al committente pubblico e privato, delle ritenute fiscali relative ai lavoratori dipendenti impegnati in appalti. "Una norma iniqua che non serve a combattere i furbi ed i disonesti e invece penalizza tutte le imprese sane senza che lo stato abbia alcun vantaggio - spiega Sassi -. Si tratta della misura che prevede che, in tutti i casi in cui un committente (pubblico o privato) affidi ad un'impresa l'esecuzione di un'opera o di un servizio, il versamento delle ritenute fiscali per i lavoratori dipendenti impiegati nell'appalto venga effettuato, direttamente dal committente stesso, previo versamento da parte delle imprese della provvista necessaria. Quindi un'impresa che ancora non ha ricevuto il pagamento, deve anticipare al committente le somme per pagare in sua vece le ritenute fiscali. Il rischio è togliere risorse che servono a mantenere costante il pagamento dei lavoratori e dei fornitori in attesa del pagamento da parte del committente".

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"La disposizione, inserita nel Decreto legge fiscale sull’edilizia 124/2019, esclude inoltre la possibilità di compensare, per le imprese appaltatrici e subappaltatrici, i versamenti previdenziali ed assistenziali, mediante i propri crediti fiscali - chiarisce Sassi -. Con tale misura continua il pesante carico di adempimenti fiscali sulle imprese, drenandone ulteriormente la liquidità, aggravata già dal meccanismo dello Split Payment, dalle trattenute sui bonifici per le ristrutturazione e dagli ancora evidenti ritardi di pagamento della Pubblica Amministrazione. Questo nuovo adempimento, complesso e macchinoso, penalizzerà la gestione amministrativa delle commesse per tutti i soggetti coinvolti, comprese le Pubbliche Amministrazioni, a causa della pesantezza delle procedure che potrebbero provocare blocchi nei pagamenti dei corrispettivi. Peraltro si tratta di un onere che peserebbe circa 250 milioni di euro sulle spalle di un settore già gravato da ritardati pagamenti da parte dei committenti pubblici per ben 8 miliardi di euro. Questa norma aggraverà ulteriormente il settore edile che ancora non riesce pienamente ad uscire dalla crisi che lo sta caratterizzando da anni". "Ance Forlì-Cesena, con l’appello ai parlamentari locali ha richiesto la necessaria soppressione della norma", conclude Sassi.

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