Economia

Electrolux, rinnovo del contratto integrativo: il 76% dei dipendenti di Forlì boccia l'accordo

Il "no" è prevalso con il 76% dei dipendenti che hanno partecipato al referendum

Lo stabilimento forlivese dell'Electrolux di Forlì ha bocciato l’ipotesi di rinnovo del contratto integrativo di Gruppo. Il "no" è prevalso con il 76% dei dipendenti che hanno partecipato al referendum (su 704 votanti ben 533 no, 168 sì, 2 nulle ed una scheda bianca)."Questo risultato, a nostro avviso è dovuto alle criticità presenti nel contratto  sulla gestione dell’orario di lavoro e dello straordinario su quota esente a disposizione dell’Azienda, senza accordo con l’Rsu - spiegano Valerio Garattoni e Luca Francia della Uilm Uil -. Nel merito, i nostri delegati dello stabilimento di Forlì, avendo ravvisato un forte malcontento tra i colleghi, non hanno sottoscritto l’ipotesi di accordo per poter tutelare al meglio le lavoratrici e i lavoratori che stanchi dopo una settimana di lavoro in catena di montaggio, hanno esigenza di recuperare le energie psicofisiche senza essere comandati al lavoro di sabato".

"Tutto questo, evidenzia che la trattativa è stata lunga e sofferta, ha creato malcontento anche all’interno delle organizzazioni sindacali e in ogni caso, non ha prodotto un risultato soddisfacente per la maggioranza delle lavoratrici e dei lavoratori - continuano Garattoni e Francia -. Come Uilm Uil di Forlì pensiamo che ora il Sindacato debba farsi carico delle responsabilità che derivano dal voto negativo e siamo pertanto convinti che occorra quanto prima fare un coordinamento unitario con Fim e Fiom per riprendere la trattativa con Electrolux. Sarebbe infatti inconcepibile che in una fase come questa, le Organizzazioni Sindacali procedessero in ordine sparso, quando facendo fronte comune, dobbiamo cercare di riaprire la discussione per portare di fronte all'azienda quelle ragioni che hanno spinto tante lavoratrici e lavoratori a votare "no"". "Per il rispetto del voto dei lavoratori del gruppo, bisogna prendere aatto che l’ipotesi d’accordo è stata bocciata e si deve riprendere la trattativa, sgombrando dal tavolo ciò che i lavoratori del gruppo non vogliono", sostiene Cinza Colaprico di Fiom-Cgil.

"Chiediamo che non vengano sommati strumentalmente i voti di Electrolux professional che è una società scorporata dal gruppo e quelli di Electrolux Italia spa per alterare l'esito del referendum e ribaltare il parere dei lavoratori e delle lavoratrici Il risultato nazionale certifica una spaccatura assoluta e il voto forlivese e quello di altre sedi (Solaro e Susegana) riporta un giudizio nettamente negativo della forza lavoro che in democrazia ha e deve avere un peso anche presso il vertice aziendale - afferma il segretario regionale Emilia Romagna dell'Ugl Metalmeccanici, Francesco Stavale -. Gli operai di Forlì hanno bocciato l'accordo con una maggioranza schiacciante che deve portare la proprietà a delle riflessioni. Oggi negli stabilimenti del gruppo tutte varie parti sindacali discuteranno l’esito del referendum. Il rinnovo del contratto interno manca ormai dal lontano 2007. Ci auguriamo che la democrazia del voto trionfi e che vinca il buon senso. Chiediamo che le segreterie nazionali tornino al tavolo di coordinamento per una nuova trattativa sui singoli temi con l'azienda verificandone la disponibilità a venire incontro all'orientamento dei lavoratori".

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