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Elezioni, Confartigianato: "Indispensabile la riforma del fisco"

Rappresentano il 99,4% del tessuto produttivo e danno lavoro al 64% degli occupati, sono le piccole e medie imprese italiane che oggi hanno necessità di tornare al centro degli interventi per rilanciare la competitività

Rappresentano il 99,4% del tessuto produttivo e danno lavoro al 64% degli occupati, sono le piccole e medie imprese italiane che oggi hanno necessità di tornare al centro degli interventi per rilanciare la competitività. La richiesta di Confartigianato è semplice, la politica deve riportare l’attenzione su coloro che hanno dimostrato di saper creare occupazione, benessere economico, coesione sociale. Chiarisce il segretario Mauro Collina: “fra le priorità di Confartigianato spicca la richiesta di un fisco semplice e leggero, visto che oggi cittadini e imprenditori pagano 32,8 miliardi di maggiori tasse rispetto alla media dell’Eurozona, inscindibile dall’efficientamento della macchina burocratica, poiché oggi l’Italia è al 24° posto nell’Ue per la qualità dei servizi pubblici e soltanto il 28% delle amministrazioni locali gestisce completamente pratiche on line.” Chiarisce ancora il segretario dell’associazione forlivese: “nel nostro Paese persiste un’elevata pressione fiscale. Il confronto internazionale evidenzia che per quest’anno il carico fiscale previsto è pari al 43,3% del PIL, superiore di 1,8 punti al 41,5% della media dell’Eurozona. Una pressione fiscale molto elevata rende meno competitivo il nostro sistema produttivo e poco attraente il Paese per gli investitori esteri. Confartigianato chiede di ridurre la pressione fiscale e semplificare il sistema tributario realizzando una riforma fiscale all’insegna dell’equità garantendo parità di trattamento (equità orizzontale) a tutti i redditi da lavoro indipendentemente dalla loro categoria reddituale (lavoro dipendente, d’impresa minore o di lavoro autonomo) prevedendo che le detrazioni accordate ai redditi da lavoro siano di pari ammontare, evitando inique e immotivate differenziazioni.” 

Conclude Collina: "è auspicabile che alcuni principi su cui il Parlamento, nell’ultimo scorcio di legislatura, ha trovato ampia convergenza, siano rapidamente attuati. Per esempio va garantita alle imprese la medesima modalità di tassazione indipendentemente dalla natura giuridica, superando gradualmente l’IRAP con priorità per società di persone, va inoltre migliorato il regime forfetario evitando che, al superamento dei limiti di ricavi previsti per il regime, il contribuente automaticamente fuoriesca dallo stesso, prevedendo, a tal fine, l’applicazione di un’imposta opzionale e sostitutiva, purché lo “sforamento” dei ricavi non superi una determinata soglia.”

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