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Elezioni europee, piccole medio imprese: un decalogo di Cna per i candidati

Piano straordinario di investimenti, accesso al credito, piccole imprese al centro con lo Small Business Act, regolamentazione del marchio “Made in”: queste alcune delle proposte di CNA.

Il 25 maggio non saranno di scena “soltanto” le elezioni amministrative, ma anche quelle per il rinnovo del Parlamento europeo, l’unica istituzione comunitaria eletta direttamente dai cittadini, peraltro solo la prima di una serie di importanti scadenze sulla strada dell’Unione: la presidenza italiana del semestre luglio/dicembre, la nomina della nuova Commissione a novembre, la scelta del prossimo Comitato economico e sociale nel primo semestre dell’anno prossimo.

Dunque, un appuntamento elettorale magari meno sentito delle elezioni comunali, ma altrettanto importante, se si considera il peso delle politiche comunitarie. Per questo Cna ha messo a punto una sorta di decalogo europeo per le piccole medio imprese, che l’Associazione proporrà ai diversi candidati.  Il “pacchetto”, in undici punti, sollecita misure efficaci per rafforzare la presenza delle piccole medio imprese in Europa, una spinta che – sottolinea l'associazione di categoria - dovrebbe partire proprio dall’Italia, la cui ossatura economica è costituita nella stragrande maggioranza dalle piccole medio imprese".

“Abbiamo bisogno di una politica economica europea orientata alla crescita – auspica la Cna – indispensabile per garantire la sostenibilità dei sistemi di welfare nazionali e per ridurre i divari esistenti tra i Paesi dell’Unione, contrastando l’acuirsi di pericolosi sentimenti nazionalistici”.

Ecco le proposte di Cna: "Avviare un piano straordinario europeo per gli investimenti, attraverso l’istituzione di un fondo dedicato al completamento della rete di infrastrutture di comune interesse (gas, banda larga, logistica e porti); porre in essere politiche di accompagnamento all’economia reale per favorire la competitività delle imprese europee e la ripresa dell’occupazione; escludere gli investimenti pubblici e il cofinanziamento dei fondi strutturali dal deficit di bilancio ai fini del patto di stabilità".

Cna chiede di "aggiornare lo Small Business Act e renderlo vincolante per gli Stati membri, mettere le piccole imprese al centro dell’azione di politica economica e adottare misure correttive per raggiungere gli obiettivi ivi definiti; assicurare un più facile accesso per le piccole medio imprese ai finanziamenti bancari, attraverso l’adozione di meccanismi di vigilanza sul sistema bancario che favoriscano gli impieghi a favore delle piccole e medie imprese".

Inoltre "rafforzare le politiche per il settore energetico delle infrastrutture e per l’efficienza energetica delle piccole medio imprese, integrandole in un piano europeo per lo sviluppo sostenibile che promuova la “green economy”; garantire il miglior accesso al mercato interno per le piccole medio imprese e i lavoratori autonomi, prevenire e contrastare forme di posizione dominante e di oligopolio pubblico e privato; assicurare una migliore qualità della regolamentazione e la semplificazione burocratica, introducendo nuovi e più incisivi meccanismi di valutazione di impatto della nuova legislazione e di verifica degli effetti della legislazione vigente"

Infine "potenziare il ruolo dell’intergruppo piccole medio imprese presso il Parlamento Europeo, che assicuri una consultazione permanente con i rappresentanti delle organizzazioni rappresentative delle piccole medio imprese; rafforzare la partecipazione delle piccole medio imprese ai processi di normazione e al sistema di standardizzazione di prodotti e servizi; e confermare il sostegno alla nuova regolamentazione in materia di marchio di origine (“Made in”)".

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