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Mazzata alle imprese: la neve ha fatto danni per 51milioni

Completata la raccolta e la prima elaborazione dei dati relativi ai danni subiti dalle imprese: 1.052 le schede raccolte ed elaborate dalla Camera di Commercio di Forlì-Cesena

Completata la raccolta e la prima elaborazione dei dati relativi ai danni subiti dalle imprese durante le nevicate straordinarie di febbraio: 1.052 le schede raccolte ed elaborate dalla Camera di Commercio di Forlì-Cesena, che hanno permesso di quantificare danni per un totale di quasi 51 milioni di euro. Le segnalazioni continuano però ad arrivare e pare che questo conto spaventoso non sia definitivo. I dati richiesti si riferiscono ad importi presunti.

Quindi non sono certi, né definitivi, riferiti ad un periodo, quello immediatamente successivo alle nevicate, in cui le stesse aziende non erano in grado di effettuare una valutazione precisa e completa della situazione. “La rilevazione – spiega il presidente della, Alberto Zambianchi - pertanto non è in alcun modo esaustiva rispetto all’entità complessiva dei danni subiti dal territorio, né è in grado di fornire una rappresentazione statistica del fenomeno, ma risponde semplicemente alla volontà di ottenere nel più breve tempo possibile una prima parziale valutazione degli effetti della nevicata sull’intero sistema imprenditoriale provinciale (con esclusione del settore agricolo, in quanto interessato da una rilevazione specifica a cura della Provincia)”. Solo mille le segnalazioni di 41mila imprese del territorio. Per questo settore la prima stima è stata di 21 milioni.

La rilevazione, in particolare, si è concentrata su tre tipologie di informazioni, raccolte in una unica scheda e riferite a tutti i settori economici: danni a strutture (edifici, impianti, macchinari, mezzi di trasporto), danni alla produzione e al fatturato (contrazione vendite, ordini inevasi o annullati, penali per ritardi, mancata produzione, mancate consegne, deperimento merci), oneri aggiuntivi (dovuti alle operazioni legate a garantire l’accessibilità e l’agibilità delle strutture produttive/commerciali).

Ecco alcuni dati del rilievo effettuato: al 23 febbraio, le imprese della provincia di Forlì-Cesena che hanno compilato le schede di rilevazione sono state 1.052, ma nei giorni successivi sono pervenute ulteriori segnalazioni ed ancora adesso la ricezione delle schede non si è ancora esaurita. Di queste, il 47% delle schede sono state inviate da imprese del settore commercio e turismo, il 22% da quelle del settore manifatturiero, il 17% da quello dei servizi e il 10% dal settore edilizia. Oltre la metà delle segnalazioni provengono da imprese dei due Comuni capoluogo (36% Forlì, 21% Cesena). In termini di comprensori, il 57% viene dal comprensorio di Forlì ed il 43% da Cesena.

Complessivamente, i danni segnalati ammontano a 50 milioni 850mila euro, di questi il 46% sono stati lamentati dal settore manifatturiero (229 imprese), il 35% dal settore commercio e turismo (496 imprese), l’11% dai servizi (181 imprese) ed il 6% dalle costruzioni (102 imprese). Del totale di perdite stimato fino ad ora, 10 milioni 450mila euro circa (20,55%) sono stati segnalati come “danni a strutture”, 36 milioni 703mila euro (72,18%) per perdite alla produzione e al fatturato, 2 milioni 720mila euro (5,35%) per oneri aggiuntivi legati all’agibilità delle strutture e 976mila euro (1,92%) per altre tipologie residuali di perdite.

Ecco l'impatto dei danni segnalati dalle imprese: 299 hanno calcolato importi tra mille e 5mila euro, 183 da 5mila a 10mila, 297 da 10mila a 50mila, 86 da 50mila ad 80 mila,  85 da 100 mila ad 1 milione e 5 oltre il milione di danni.

Scopo primario di queste iniziative è la “sensibilizzazione di intermediari finanziari e istituzioni ad intervenire con urgenza, in particolare, per quanto riguarda i primi, in merito a: moratoria nei pagamenti delle rate dei mutui in essere, revisione dei criteri di affidamento, in considerazione della straordinarietà dell’evento; messa a disposizione di nuove linee di credito necessarie a dare copertura finanziaria alle spese e agli investimenti che le imprese devono sostenere.  Con riferimento alle istituzioni, invece, gli interventi riguardano: il differimento dei termini per il pagamento delle imposte e degli oneri assistenziali e previdenziali; l’alleggerimento del peso fiscale attraverso la revisione degli studi di settore; l’accesso agevolato agli ammortizzatori sociali previsti dalla legge”, spiega Zambianchi.

“Nell’ambito delle azioni direttamente attivabili dall’ente camerale, nella prossima riunione della Giunta, sarà sottoposta all’approvazione dei propri componenti l’inserimento, tra le categorie di spesa ammissibili a contribuzione, di tutte le tipologie di spese legate alle operazione di riparazione e ripristino delle sedi produttive, commerciali, artigianali. - conclude Zambianchi - Ciò significa che i finanziamenti garantiti dalle cooperative di garanzia che le imprese accenderanno per coprire le riparazioni potranno beneficiare, oltre che della garanzia dei confidi, fino al 50%, anche di un abbattimento del costo del denaro per i primi 60 mesi fino a 2 punti elevabile a 3 per imprese femminili, giovanili o neocostituite”.

L’incontro di martedì mattia, presieduto dal Prefetto e cui hanno preso attivamente parte il Presidente della Provincia ed il Presidente della Camera di Commercio, nonché, tra gli altri, l’Agenzia delle Entrate, la Direzione Territoriale del Lavoro, l’INPS e  l’INAIL unitamente ai rappresentanti di tutte le associazioni datoriali e sindacali, è così divenuta un’occasione determinate per il territorio, non solo per verificare lo stato dell’arte sulla percorribilità delle richieste agevolazioni previdenziali e fiscali, ma anche per addivenire ad una condivisione generale delle strategie complessive per la gestione della difficile fase post emergenziale che, come è noto, necessita di interventi, rapidi ed efficaci, allo scopo di favorire urgentemente la pronta ripresa di quei settori trainanti per l’articolato sistema locale economico, finanziario e produttivo.

Modelli condivisi per l’accesso agevolato agli strumenti della Cassa Integrazione Ordinaria e in Deroga, nonché ai c.d. “sgravi contributivi” per calamità naturali, sono infatti già allo studio delle Associazioni di categoria, delle parti sociali, dell’INPS e della DTL. A tal proposito questi ultimi Uffici hanno peraltro anticipato che la questione sarà oggetto di specifica analisi nell’ambito di una già programmata riunione della Commissione CIGO Industria. L’esigenza, più volte ricordata, segnatamente dalle associazioni datoriali, di mirate agevolazioni creditizie, per favorire la liquidità delle aziende direttamente o indirettamente colpite dall’evento nevoso, è apparso peraltro come tra i fattori primari per la tempestiva ripresa dei settori più danneggiati: aspetto, questo, in ordine al quale la Camera di Commercio ha già  organizzato un momento di incontro con gli Istituti di Credito.



 

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