Economia

Emilia Romagna sempre in zona arancione. Confartigianato: "Ancora sacrifici per le imprese"

"Come ben noto, per contenere la diffusione del Covid-19, il Governo, con un nuovo provvedimento, ha ridisegnato le aree che individuano i livelli di rischio e le conseguenti restrizioni imposte a cittadini e imprenditori" si legge nella nota

"Come ben noto, per contenere la diffusione del Covid-19, il Governo, con un nuovo provvedimento, ha ridisegnato le aree che individuano i livelli di rischio e le conseguenti restrizioni imposte a cittadini e imprenditori. Il provvedimento mantiene fino al 15 febbraio il divieto di spostamento tra regioni o province autonome, a eccezione di quelli motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute. Per quanto riguarda le imprese, nelle zone gialla e arancione (fattispecie in cui ricade la nostra regione) sono consentite tutte le attività artigiane di produzione e servizi (tra cui edilizia, trasformazione agroalimentare, impiantistica, meccanica, autoriparazione, cura del verde, estetica, acconciatura, lavanderie, autoscuole, per citare alcuni casi)". E' quanto si legge in una nota di Confartigianato Forlì in merito alla situazione riguardante il coronavirus e all'Emilia-Romagna ancora in zona arancione. 

"Per quanto concerne le attività di ristorazione, il Governo ha recepito le sollecitazioni espresse dalla Confederazione nazionale consentendo in tutte le regioni la modalità di vendita con asporto per le imprese dell’artigianato alimentare come gelaterie, pasticcerie, pizzerie al taglio, rosticcerie, friggitorie, piadinerie. Chiariscono i vertici di Confartigianato di Forlì “è un buon risultato, che scongiura il paventato rischio di divieto di asporto dalle 18, tuttavia rimane forte la preoccupazione di Confartigianato per l’impatto della pandemia, che sta mettendo a dura prova la tenuta delle micro e piccole imprese. Le proteste di questi ultimi giorni ne sono chiara testimonianza: stanchezza, rabbia e frustrazione sono una reazione comune di chi non riesce a lavorare con continuità, rischiando di chiudere definitivamente per mancanza di liquidità”. Le attività di ristorazione nelle zone arancione e rossa possono, infatti, effettuare soltanto la consegna a domicilio senza limiti di orario (nel rispetto delle norme igienico sanitarie) o l’asporto fino alle ore 22, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze, situazione che si protrae ormai da settimane, con un grave danno per gli esercenti. “I nostri imprenditori sono allo stremo delle forze, occorrono ristori adeguati, per non disperdere il patrimonio di piccole realtà che costituiscono il cuore del nostro sistema economico.”

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