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Famiglie in crisi, quando lo spettro della disoccupazione blocca i consumi

La crisi continua a pesare sulla vita quotidiana. La Grande recessione, la successiva debole ripresa e l’attuale recessione hanno influito in modo determinante sui consumi delle famiglie

La crisi continua a pesare sulla vita quotidiana. La Grande recessione, la successiva debole ripresa e l’attuale recessione hanno influito in modo determinante sui consumi delle famiglie. La fase acuta della crisi nel 2009 ha inciso sui consumi portandoli a un minimo di 210.096 milioni di euro, successivamente la parziale ripresa li ha leggermente innalzati nel primo trimestre del 2011.

Dopo tale data è però iniziata una diminuzione sempre più intensa: a giugno 2012 il livello dei consumi risulta più basso del minimo del 2009, arrivando a un gap negativo dell’1,5%. Per il vicesegretario di Confartigianato Forlì Marco Valenti “le famiglie italiane stanno vivendo con molta tensione questi lunghi mesi di difficoltà economiche: i continui rincari nelle tariffe di carburanti e utenze si riverberano inevitabilmente sui costi dei beni di consumo quotidiani. Il mix tra la più alta dipendenza energetica e il livello dei prezzi di acquisto determina, nel nostro Paese, un peso sulla bolletta energetica più elevato, rispetto agli altri paesi europei. Basti pensare che per la sola importazione di energia, in Italia, si registra un’incidenza degli acquisti dall’estero, pari al 5,2% del Pil”.

Continua Valenti “senza dimenticare l’effetto della disoccupazione: in un anno il numero dei disoccupati è cresciuto del 33,6%, con un aumento in valore assoluto di 695 mila unità, arrivando a 2.764 mila e segnando un tasso di disoccupazione pari al 10,7%, in forte aumento rispetto a luglio di un anno prima.” Un quadro allarmante, che porta a una crisi della fiducia dei consumatori. “Ad agosto, tre consumatori su quattro dichiaravano di attendere un aumento dell’incidenza della disoccupazione, ricalibrando di conseguenza il budget destinato alle spese.”

Conclude il vicesegretario “l’economia e il sistema produttivo italiano scontano numerosi oneri, in primis maggiori tasse e una più complessa burocrazia, che riducono la competitività rispetto agli altri paesi dell’Unione Europea, con pesanti ripercussioni anche sulla vita delle famiglie. È indispensabile che il Governo agisca in fretta per snellire tutti quei pesanti adempimenti che ancora ci separano dagli standard europei.”

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