Fare business con l'India, a Casa Artusi il primo 'ponte'

A Casa Artusi, a Forlimpopoli, in un incontro istituzionale aperto alle imprese ed alle associazioni di categoria, si è conclusa la prima annualità del "progetto India", che è stata articolata in tre fasi

Al centro Alberto Zambianchi, presidente Camera di commercio, con imprenditori indiani

Creare stabili rapporti commerciali e durature partnership produttive tra le imprese emiliano-romagnole e le controparti indiane. E’ l’obiettivo del “Progetto India”, promosso dal sistema delle Camere di Commercio dell’Emilia-Romagna e dell’Unioncamere insieme con la Regione Emilia-Romagna (che cofinanzia al 50% le attività con risorse del Programma Pluriennale Bricst), in partnership con la Camera di Commercio Indo-Italiana di Mumbai.



A Casa Artusi, a Forlimpopoli, in un incontro istituzionale aperto alle imprese ed alle associazioni di categoria, si è conclusa la prima annualità del “progetto India”, che è stata articolata in tre fasi. Dapprima una serie di “giornate paese” nelle Camere di Commercio che ha coinvolto 55 imprese; quindi una missione in India dove sono state accompagnate e supportate 15 aziende che hanno effettuato circa 150 incontri d’affari nelle città di Mumbai, Bangalore, Delhi e Chandigarh dove è stato firmato un accordo di cooperazione dal sistema camerale dell’Emilia-Romagna con la Camera di Commercio Italo-Indiana e la PHD Chamber of commerce del Nord India ed avviato un dialogo tra la Regione Emilia-Romagna e lo Stato del Punjab per la filiera del food processing.

Infine, questa settimana, a Parma, Bologna e Forlì un gruppo di 12 buyer indiani ha realizzato circa 220 incontri business to business e visite aziendali con 60 imprese regionali.
Nelle quattro filiere interessate dal progetto (costruzioni, energia ed ambiente, meccanica ed agroindustria) le aziende emiliano-romagnole possono vantare tecnologie d’avanguardia e know-how di eccellenza di cui l’India è alla ricerca nel suo processo di sviluppo:  è infatti la seconda economia a più rapida crescita, la quarta in termini di potere d’acquisto.
Nel 2011 le esportazioni dell’Emilia-Romagna sono state pari a 526 milioni di euro con un incremento del 24% rispetto all’anno precedente.

Il “progetto India” proseguirà nel 2012 con iniziative specifiche per i settori agroindustria, meccanica, abitare-costruire ed il coinvolgimento delle eccellenze  del sistema fieristico regionale.
Per l’Assessore regionale alle Attività Produttive, Gian Carlo Muzzarelli, “Le dimensioni del mercato dell’India, il suo ritmo di crescita e la complementarietà con il sistema imprenditoriale e tecnologico emiliano-romagnolo, ne fanno un riferimento imprescindibile nelle strategie di internazionalizzazione. Per questo, la Regione metterà in campo, anche in sinergia con il sistema camerale, una serie di iniziative per accrescere le opportunità di penetrazione delle nostre imprese nel mercato indiano, rivolte in via prioritaria alla meccanica applicata al settore agroalimentare”.

“Le attenzioni e le iniziative che da anni la nostra Camera dedica alla Repubblica Indiana, – dichiara Alberto Zambianchi, presidente della Camera di Commercio di Forlì-Cesena che ha ospitato l’ultima tappa dell’incoming degli operatori indiani sono il risultato di scelte precise e motivate, perché non solo si tratta di uno dei mercati più grandi del pianeta, ma anche perché i prodotti italiani risultano particolarmente apprezzati, sia in termini di design e di immagine, che di qualità”.

“Il “progetto India” si basa su un programma sinergico pluriennale – precisa Ugo Girardi, Segretario Generale di Unioncamere Emilia-Romagna - che permette alle imprese di avere un orizzonte di impegno a medio e lungo termine, con il supporto di una stretta collaborazione tra sistema camerale e Regione”.

“E’ un progetto concreto per cogliere le opportunità del mercato indiano, che sono notevoli – sostiene Sergio Sgambato, Segretario generale della Camera di commercio Indo-Italiana e coordinatore della delegazione – L’interscambio tra Italia e India ha registrato un aumento del 27% nell’ultimo anno. Le quattro filiere individuate presentano molte potenzialità per le imprese italiane”.

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