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Fase Engineering, affondo della CGIL: "Chiedere di pagare gli stipendi è troppo?"

CGIL e FIOM intervengono sul “caso” Luca Pantieri e Fase Engineering: "Noi facciamo sindacato in modo trasparente e democratico. Chiedere di pagare gli stipendi a chi lavora è forse troppo?"

"Premesso che non vogliamo entrare nei rapporti tra l’imprenditore Luca Pantieri (socio della Fase Engineering srl) e il suo partito, il PD, ci teniamo però a rispondere ad affermazioni pensanti e prive di riscontro che abbiamo letto sui giornali locali in questi giorni". Inizia così la nota della CGIL, firmata da Paride Amanti e Michele Bulgarelli, in merito alla situazione di crisi che sta colpendo la Fase Engineering di Forlì, azienda che opera nel settore elettrico e delle energie rinnovabili.

"Innanzitutto, come i cittadini sanno, la CGIL e la FIOM rappresentano un modello sindacale fondato sulla democrazia e sulla trasparenza. Se i problemi ci sono vanno riportati nella loro interezza: non è negando l’esistenza della crisi che questa crisi si supera. E infatti Pantieri non contesta in alcun modo la nostra ricostruzione della vicenda (comune giudizio negativo sui provvedimenti del Governo Monti sulle energie rinnovabili, accordi di cassa integrazione, prima cigo, poi cigs, mensilità in arretrato)".

"Pantieri omette di rispondere alla richiesta che tutto il sindacato dei metalmeccanici ha avanzato nell’apposita sede di confronto fra le parti: destinare in modo certo una quota percentuale degli incassi che l’azienda realizza in questi mesi a copertura delle tre mensilità ad oggi in arretrato, con un modello affermato nel territorio, in molte vertenze e in molti accordi. Fare questo vuol dire “essere fuori dal mondo”?" continuano Amanti e Bulgarelli.

"Noi siamo sempre pronti a trovare un accordo che permetta di garantire la continuità dell’azienda nel rispetto della dignità delle persone che lavorano.  Riteniamo invece che sia davvero “fuori dal mondo” pensare di approfittarsi della disponibilità dei lavoratori esponendo i loro crediti oltre quanto garantito dalle leggi in materia" si conclude la nota della CGIL.

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