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Mercoledì, 10 Agosto 2022
Economia

La fatturazione elettronica ritarda i pagamenti degli enti pubblici: fino a 6 mesi di attesa

Confcooperative Forli Cesena raccoglie la difficoltà di numerose cooperative, che riscontrano nuovamente ritardi di mesi nell’incasso delle fatture

La “fatturazione elettronica” sta creando notevoli disagi, per molte imprese fornitrici della pubblica amministrazione i pagamenti infatti stanno slittando pesantemente. Confcooperative Forli Cesena raccoglie la difficoltà di numerose cooperative, che riscontrano nuovamente ritardi di mesi nell’incasso delle fatture.
L'entrata in vigore dell'obbligo di fatturazione elettronica per gli enti pubblici è partito lo scorso 1 aprile con il coinvolgimento di quasi 13mila enti, mentre altri 9mila circa erano già interessati dal nuovo sistema dal giugno 2014.
Confcooperative Forli-Cesena sottolinea come per fornitori e professionisti della pubblica amministrazione, la fatturazione elettronica, pur pensata in un’ottica di agevolazione e miglioramento, si sia rivelata, al momento, un vero boomerang. Per la cooperazione il problema riguarda soprattutto il settore sociale, quello più coinvolto con l’ente pubblico nei rapporti di fornitura di servizi e quindi più colpito dal pesante ritardo nei pagamenti.
“Negli ultimi due anni, anche grazie ai provvedimenti del Governo, i tempi medi di incasso dalla pubblica amministrazione si erano ridotti sensibilmente, fino quasi a normalizzarsi. Ora con l’introduzione della fatturazione elettronica purtroppo stiamo riscontrando ritardi, in alcuni casi, di 6 mesi ed oltre – dichiara il direttore di Confcooperative Mirco Coriaci – e questo compromette la liquidità delle imprese, obbligandole a ricorrere al credito bancario con conseguente incremento dei rischi e riduzione dei margini economici già assottigliati dalla crisi”.

Tra i problemi segnalati per giustificare il disservizio quello di una sensibilità molto elevata dei codici di errore, che scattano molto facilmente, inoltre le imprese lamentano la mancata formazione del personale pubblico preposto alla gestione di tale sistema. Il risultato tutt’altro che positivo di questa prima fase è il ritorno a tempi lunghi di pagamento da parte di alcuni Comuni e Ausl. Se la problematica dovesse perdurare, in poche settimane si potrebbe registrare un vero “rischio di tenuta” delle imprese fornitrici della pubblica amministrazione, in particolar modo quelle del cosiddetto Terzo settore, sottolinea Confcooperative, che rappresenta sul territorio provinciale oltre 50 cooperative sociali.

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