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Ferretti, i sindacati scrivono al ministro Passera

Dopo settimane di attesa per la definizione della procedura di ristrutturazione del debito della Ferretti Spa, le segreterie nazionali di Feneal-Uil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil, hanno scritto una lettera

“Dopo settimane di attesa per la definizione della procedura di ristrutturazione del debito della Ferretti Spa con sede a Forli e cantieri in tutta Italia, le segreterie nazionali di Feneal-Uil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil, con una lettera, hanno chiesto al ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera di agire affinchè si concluda l’operazione più volte annunciata di attivazione dell’ex art. 182 bis della legge Marzano da parte dei soci possessori del debito della società contratto negli anni prima della crisi”.

Si legge nella nota dei sindacati: “La richiesta nasce dalla gravissima situazione di stallo che si è determinata tra i soci, da settimane le difficoltà finanziarie stanno pregiudicando l’andamento aziendale e la prospettiva di rilancio dell’azienda con possibili effetti pesanti sulle prospettive occupazionali di migliaia di addetti direttamente occupati dall’impresa e nell’indotto. Qualora dovesse permanere una situazione di irresponsabile indeterminatezza della proprietà, le Segreterie Nazionali valuteranno unitamente alle Segreterie Territoriali di FENEAL FILCA e FILLEA, quali iniziative di mobilitazione intraprendere a sostegno delle richieste di rifinanziamento”.

“Da mesi i 2mila dipendenti del gruppo Ferretti Yatchs con sede a Forli e cantieri a Forli, La Spezia, Ancona, Cattolica, Sarnico, Marotta, San Giovanni in Marignano, Ancona, stanno attendendo un atto di responsabilità degli Azionisti per completare il piano di rilancio dell’azienda. A questi numeri vanno poi aggiunti quelli rappresentati dall’indotto che sono molte centinaia di addetti e a loro volta esposti finanziariamente”, ribattono i sindacati.

“I risultati raggiunti ed il valore del Marchio Ferretti hanno portato il gruppo industriale Cinese SHANTUI Heavy Industry Group a presentare nel mese di settembre 2011 una proposta di acquisto e finanziamento dell’attività aziendale. - ricordano i sindacati -  Questa proposta è stata giudicata inadeguata dall’attuale proprietà detentrice della maggioranza delle azioni e dell’indebitamento, il rifiuto della proposta ha comportato un impegno delle banche, coordinate dalla banca RBS, dal fondo Oaktree, dal fondo newyorkese SVP,che già hanno convertito due anni fa il 50% del credito in azioni, a prevedere una nuova ristrutturazione del debito prevedendo altresì una immissione di nuovo capitale indispensabile allo sviluppo dell’impresa. Le Organizzazioni sindacali scriventi, già hanno espresso un giudizio positivo in merito ad una procedura di ristrutturazione del debito ed una successiva operazione di rifinanziamento utilizzando la legge Marzano (ex art 182 bis)”.



 

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