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Venerdì, 12 Agosto 2022
Economia

Ferretti, la Cgil tranquillizza: "L'azienda sta rispettando gli impegni. Mobilità volontaria"

Luigi Giove di Fillea Cgil Emilia Romagna commenta così l'allarme lanciato sulla Ferretti da Stefano Gagliardi (Nuovo Centro Destra), con particolare riferimento alla mobilità prevista per 110 dipendenti in tutto il Gruppo.

"L'azienda sta rispettando gli impegni". "La mobilità è esclusivamente volontaria e incentivata e prevede che ciascuno manifesti per iscritto la propria disponibilità a far parte della procedura. Su Forlì saranno concentrate tutte le attività che riguardano lo sviluppo di nuovi prodotti". Luigi Giove di Fillea Cgil Emilia Romagna commenta così l'allarme lanciato sulla Ferretti da Stefano Gagliardi (Nuovo Centro Destra), con particolare riferimento alla mobilità prevista per 110 dipendenti in tutto il Gruppo.

"Apprendo dalla stampa - esordisce Giove - che vi sarebbero dubbi o perplessità circa l'applicazione dell'accordo sottoscritto il 18 febbraio 2014 al MiSE a conclusione della difficile vertenza Ferretti SpA. La vertenza, che ha prodotto una forte conflittualità e decine di ore di sciopero in tutto il gruppo, traeva origine dalla volontà più volte ribadita dalla Ferretti di chiudere lo stabilimento di Forlì con conseguenze pesantissime sul piano occupazionale, sociale ed economico, in un territorio già duramente colpito dalla crisi".

"Questa vicenda pesantissima si è chiusa con un accordo, che i lavoratori si sono dovuti conquistare con le unghie e con i denti, i cui contenuti voglio brevemente richiamare - ricorda il sindacalista -. Garanzia del mantenimento di tutti i cantieri e della loro funzionalità per i prossimi quattro anni, modifica degli indicatori del premio aziendale, mobilità volontaria e incentivata nel gruppo per 30 lavoratori indiretti da aggiungere ai residui della precedente procedura di mobilità (ad oggi sarebbero circa 40) non ancora conclusa e su Forlì per 20 operai diretti, alcuni impegni da parte delle istituzioni che per brevità non richiamo".

In parole povere il senso dell'accordo era: 'Forlì non chiude' - puntualizza ancora Giove -. Certo dal punto di vista della speculazione politica e della strumentalizzazione di bassissima lega sarebbe stato meglio che la Ferretti non avesse cambiato idea e che noi oggi avessimo sul territorio un'azienda in meno e qualche centinaio di disoccupati in più. Sai che soddisfazione? Immagino decine di interrogazioni al Consiglio Provinciale da parti di consiglieri “alla Gagliardi”. Purtroppo però non è andata così ed i “gufi” (che prevedono sventure augurandosi che prima o poi si avverino per poter dire “l'avevo detto io!”) per qualche mese non hanno avuto niente da dire".

"Adesso siamo nella fase operativa dell'accordo e lo si sta trasformando in specifiche intese. Per il momento l'Azienda sta rispettando gli impegni - continua Giove -. Infatti la mobilità è esclusivamente volontaria e incentivata, prevede che ciascuno manifesti per iscritto la propria disponibilità a far parte della procedura. Su Forlì saranno concentrate tutte le attività che riguardano lo sviluppo di nuovi prodotti. Quando e se l'azienda non rispetterà gli impegni assunti sarà attivato il tavolo di monitoraggio permanente costituito presso il MiSE; in ogni caso in tale circostanza i lavoratori saprebbero benissimo cosa fare".

"Ma come si fa a non rendersi conto di quanto sia inutilmente stucchevole l'atteggiamento di chi, come il consigliere Gagliardi, commenta e critica quello che altri faticosamente provano a fare - aggiunge il rappresentante della Cgil -. Dov'è il contributo costruttivo, dov'è il sostegno concreto ai lavoratori ed alle loro famiglie? Un “autorevole” esponente di un partito di governo dovrebbe dirci cosa ha fatto per affrontare il drammatico tema della crisi della nautica in Italia. A meno che non si pensi, non si sa se per ingenuità o per malafede, che per risolvere la crisi della Ferretti (ma anche di altre imprese) sia sufficiente scrivere due righe al mese chiedendo conto sempre a qualcun'altro. Se poi questa fosse solo “fuffa” da campagna elettorale, ci sarebbe solo da scuotere la testa ed intristirsi. Dalla politica in questo momento ci si aspetterebbe di più e di meglio, questo le lavoratrici ed i lavoratori, perfino le imprese, l'hanno capito da un pezzo, possibile che sia così difficile da comprendere da parte di chi dovrebbe rappresentarli?".

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