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Fiera di Forlì e licenziamenti, i sindacati: "Resta solo la prospettiva della disoccupazione"

"Abbiamo registrato la totale assenza di volontà da parte di Fiera di Forlì e dei suoi soci nel voler salvaguardare i lavoratori e nessuna idea concreta per il futuro", affermano i sindacati

Nessuna soluzione alternativa al licenziamento per i quattro dipendenti della Fiera di Forlì. "Rimane solo la prospettiva della disoccupazione e della tutela legale verso un’azione che dalla vendita di Fiera Avicola fino ai licenziamenti è proceduta in spregio alle norme a tutela dell’occupazione", affermano Cgil, Cisl e Uil. "In questi ultimi mesi come organizzazioni sindacali abbiamo cercato di far desistere Fiera di Forlì dai suoi progetti che prevedevano il licenziamento dei 4 dipendenti e, dal nostro punto di vista, portavano la Fiera di Forlì al capolinea - scrivono i sindacati in una nota -. Si sono svolti diversi incontri in Prefettura di Forlì-Cesena con l’intento di trovare soluzioni diverse che potessero garantire la continuità occupazionale per i dipendenti ma abbiamo registrato la totale assenza di volontà da parte di Fiera di Forlì e dei suoi soci nel voler salvaguardare i lavoratori e nessuna idea concreta per il futuro. Negli ultimi incontri avevamo anche tentato la possibilità di una ricollocazione in altre società controllate e/o collegate del Comune di Forlì per il tramite di Livia Tellus senza però trovare una soluzione".

"Con l’arrivo dell’emergenza Covid-19 abbiamo più volte chiesto il ritiro o la sospensione dei licenziamenti così come previsto dal Dpcm 18/2020 e l’attivazione degli ammortizzatori sociali - proseguono i sindacati -. Procedura che nei fatti risulterebbe essere a costo zero per la Fiera di Forlì. Ciò avrebbe permesso di guadagnare tempo per trovare soluzioni alternative ai licenziamenti e valutare un nuovo piano industriale. Ma una comunicazione del consiglio d'amministrazione di Fiera di Forlì del 14 aprile informa della decisione di non accogliere nessuna delle richieste avanzate. A questo punto ai 4 lavoratori di Fiera di Forlì rimane solo la prospettiva della disoccupazione e della tutela legale verso un’azione che dalla vendita di Fiera Avicola fino ai licenziamenti è proceduta in spregio alle norme a tutela dell’occupazione".

"Le responsabilità sono chiare, la vendita a Fiera di Rimini della Fiera Avicola in realtà ha salvaguardato solo le casse dei soci, ma non ha portato ad oggi nulla né al territorio, né ai lavoratori - attaccano i sindacati -. Diversi sono i temi che riteniamo debbano essere affrontati, tra questi indubbiamente va approfondito con il Comune di Forlì il progetto sull’utilizzo dei padiglioni e in mancanza di prosecuzione delle attività di Fiera di Forlì, il problema  degli oneri di affitto dei locali in gestione a Fiera e di proprietà del Comune. Ripetiamo, ad oggi non esiste nessun piano industriale se non quello dell’assemblea dei soci del 31 ottobre scorso che ha previsto il licenziamento dei lavoratori e la nomina di un amministratore unico. Ma mentre i licenziamenti sono andati avanti, del nuovo amministratore e di un’eventuale strategia di rilancio di Fiera al momento della ripartenza, non c’è nemmeno l’ombra".
 

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