Economia

Fieravicola da Forlì al Macfrut: "Volevamo creare il Polo dell’agri-business, scommessa vinta"

Così Stefano Gagliardi, coordinatore del Comitato tecnico scientifico di Fieravicola e Assoavi, in occasione della presentazione di Macfrut

"Finalmente ripartiamo. Il settore dell'agrifood ha tante cose da dire e da comunicare e noi ci ritroveremo dal 7 al 9 settembre alla Fiera di Rimini con 800 espositori, una presenza straniera pari al 20%, una quarantina di eventi e oltre 500 buyer internazionali accreditati. E tutto in presenza e in sicurezza". Il presidente di Macfrut Renzo Piraccini non nasconde la soddisfazione per la risposta data dal settore dopo un anno e mezzo di relazioni virtuali e per il grandissimo interesse verso la prossima edizione, la 38esima, della fiera internazionale dell’ortofrutta.

"Stiamo registrando numeri impensabili al solo pensiero nei periodi di lockdown - spiega Piraccini - importanti new entry, adesione dei grandi player italiani del settore, oltre 500 buyer internazionali accreditati in collaborazione con Ice-Agenzia, oltre una quarantina di eventi nel corso della tre giorni a cui si aggiungono le prove tecniche in campo in un'apposita area dedicata. E con la contemporanea presenza di Fieravicola, Fiera internazionale delle attività avicunicole (che in passato si svolgeva a Forlì), la tre giorni riminese si presenta come il primo grande evento in presenza dedicato all’agrifood. Tutto questo per un settore chiave del Made in Italy, qual è l’ortofrutta, che incide per il 20% sull’agroalimentare con 1,2 milioni di ettari coltivati a frutta e verdura per 300 mila aziende coinvolte e 15 miliardi di euro in valore". Per entrare alla fiera sarà obbligatorio il green pass, ma il presidente Piraccini, nel corso della conferenza stampa, fa una precisazione anche a questo riguardo. "Invito tutti a prepararlo perché lo chiederemo all'ingresso, ma per chi non l'avesse abbiamo istituito due cliniche mobili per effettuare il tampone a cui sarà necessario prenotarsi per tempo".

Tuttavia è inutile non essere preoccupati per la situazione sanitaria ancora critica e anzi, negli ultimi tempi, un po' più preoccupante di qualche mese fa.  Gli stessi organizzatori di Cibus, manifestazione iniziata oggi a Parma, hanno detto di aspettarsi 42 mila visitatori, quasi la metà di quelli presente prima del covid. E Macfrut, quanti se ne aspetta? "Non sappiamo e facciamo fatica a dire un numero - spiega ancora Piraccini -. Nel 2019 furono 43 mila circa, ma penso che sia meglio concentrarci sulla qualità dei visitatori e avere una fiera più specializzata, che comunque soddisfi i nostri espositori. E' comunque ragionevole pensare a un ridimensionamento dei visitatori, nonostante abbiamo già moltissime delegazioni dall'estero prenotate. Vengono da Cuba, da Santo Domingo. E non immaginate quanti step e controlli devono superare. Significa che ci tengono molto e questo ci conferma di quanto siamo diventati un punto di riferimento importante del settore. Non più solo fiera, ma quasi associazione di categoria".

In più c'è da dire che il Macfrut si rivolge sempre più ai mercati esteri, oltre Europa. Quest'anno si terrà il "China day", un giorno dedicato ai rapporti commerciali con la Cina, Paese che ha deciso di investire, a livello di fiere dell'ortofrutta e dell'agrifood, solo sul Macfrut. Anche da parte del vicepresidente di Fieravicola, Fabiana Fiorini, è stata espressa molta soddisfazione per poter riprendere i contatti in presenza. "Fieravicola è la giusta vetrina per una filiera di eccellenza che ha fatto della qualità di prodotto e dell’innovazione le sue sfide maggiori - ha spiegato Fiorini - La fiera in presenza, dopo quasi due anni di rapporti virtuali, assicurerà ai protagonisti della filiera presenti di riallacciare relazioni e contatti business, di cui si sentiva ormai la mancanza. Ringrazio a questo proposito gli espositori e i buyer che hanno accolto il nostro invito e ci hanno dato fiducia. Il rilancio di Fieravicola in contemporanea con Macfrut consentirà di sfruttare appieno importanti sinergie soprattutto sul fronte della promozione internazionale con l’obiettivo di costruire un importante polo romagnolo dell’agribusiness".

"Non dobbiamo dimenticare che uno dei fattori che determina l’eccellenza della nostra filiera - ha spiegato Stefano Gagliardi Coordinatore Comitato tecnico scientifico e Assoavi - è la stretta connessione fra mondo produttivo, università e ricerca. Fieravicola vuole affiancare le aziende per raggiungere anche un altro obiettivo, ovvero la necessità di evidenziare tutti quegli aspetti che vanno oltre la qualità del prodotto finito: selezione delle materie prime-condizionamento ambientale degli allevamenti-riduzione dell’uso degli antibiotici-alimentazione no ogm-sviluppo di sistemi all’aperto e biologici - attenzione al benessere animale, nell’ottica di un allevamento sempre più etico e sostenibile. In definitiva, la scommessa era fare si che a Rimini si creasse il Polo dell’agri business e devo dire che sia stata vinta".

"Dopo mesi di rarefazione dei contatti fisici, la fiera avicola - gli fa eco Antonio Forlini, presidente Unaitalia - è una occasione unica per consentire alle imprese del settore avicolo di confrontarsi ed aprirsi verso aree e nazioni emergenti. Unaitalia e le aziende ad essa associate, quindi, intendono cogliere questa opportunità per allacciare o rinsaldare relazioni di business con i buyer presenti". A prendere la parola anche Dino Scannavino, presidente di CIA - agricoltori italiani. “La Cia - agricoltori italiani, in questo anno internazionale della frutta e della verdura delle Nazioni Unite, ha intrapreso molte iniziative sul settore con anche una campagna di comunicazione attraverso gli ambasciatori confederali. Saremo presenti convintamente a Macfrut anche quest’anno con un evento dedicato, l’8 settembre, alle calamità che colpiscono il comparto, procurando danni ingenti e mettendo in ginocchio aziende e operatori. Occorre aumentare la competitività dell’imprenditore ortofrutticolo, lavorando su aggregazione, promozione unitaria, sviluppo dell’economia contrattuale, contrasto alle
pratiche commerciali sleali, operatività piena dell’interprofessione. Accanto a questo, è necessario incoraggiare un patto fra gli attori della catena ortofrutticola e collaborare per eliminare inefficienze, aumentare la competitività del settore, ridurre gli squilibri. Macfrut in questo senso rimane l’unica vetrina utile, un importante tassello di promozione”.

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